Clima, scoperta rivoluzionaria sui cambiamenti climatici del passato

Studio geologico in Israele rivela il primo record temporale della migrazione dei bacini idrografici. I dettagli della scoperta

Un team di geologi dell’Università Ben-Gurion del Negev ha presentato il primo record temporale mai realizzato sui tassi di migrazione dei confini dei bacini idrografici. La ricerca, condotta dalla professoressa Liran Goren, dal suo studente Elhanan Harel e da collaboratori dell’Università di Pittsburgh e del Geological Survey of Israel, ha rivelato che episodi di rapida migrazione dei confini dei bacini coincidono con i cambiamenti climatici avvenuti nel Negev negli ultimi 230.000 anni. Questo fenomeno non è collegato ai cambiamenti climatici attuali, ma fornisce informazioni preziose sulla relazione tra il clima e l’evoluzione della superficie terrestre.

Uno studio innovativo pubblicato su PNAS

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Lo studio si concentra sul tasso di migrazione dei confini dei bacini idrografici, ovvero le linee topografiche che separano bacini idrici adiacenti. Questi bacini accumulano l’acqua di superficie e ne determinano il flusso verso un’unica uscita. Con lo spostamento dei confini, cambia la distribuzione dell’acqua, dei sedimenti e delle nicchie ecologiche nei paesaggi.

Finora, le ricerche sui tassi di migrazione dei bacini si erano limitate a stime medie a lungo termine. Tuttavia, un sito unico nel deserto del Negev ha permesso agli scienziati di ottenere il primo record documentato della posizione dei confini dei bacini in diversi momenti temporali. Questo ha consentito di tracciare una serie storica della velocità di migrazione, mostrando che i periodi di accelerazione del fenomeno, fino a oltre il doppio della velocità media, coincidono con significative variazioni climatiche regionali.

deserto del Negev
Immagine del prelievo di campioni di suolo per la datazione delle terrazze fluviali, effettuato in condizioni di oscurità per ridurre l’esposizione alla luce solare, che potrebbe alterare l’età del campione

Un legame inatteso tra clima e morfologia del paesaggio

È una scoperta entusiasmante,” afferma la professoressa Liran Goren del Dipartimento di Scienze della Terra e Ambientali. “Non ci aspettavamo di trovare una correlazione così marcata tra le fluttuazioni climatiche e la velocità con cui i confini dei bacini si sono spostati. Questo studio offre nuove prospettive sui processi che plasmano la superficie terrestre“.

Elhanan Harel, autore principale dello studio, aggiunge: “Ciò che rende questo lavoro così affascinante è il fatto che un piccolo canale nel deserto del Negev, apparentemente insignificante, possa contenere un record così impressionante di migrazione dei bacini idrografici lungo il suo corso. I nostri risultati sono fondamentali non solo per comprendere meglio questo fenomeno geomorfologico, ma anche per arricchire la discussione scientifica sulla storia climatica del Negev“.

Un team di ricerca internazionale

Lo studio è stato condotto in collaborazione con Onn Crouvi e Naomi Porat del Geological Survey of Israel, Tianyue Qu ed Eitan Shelef dell’Università di Pittsburgh, e Hanan Ginat del Dead Sea and Arava Science Center.

Il progetto ha ricevuto il supporto della United States-Israel Binational Science Foundation (BSF, grant n. 2019656) e della United States National Science Foundation (NSF-Geomorphology and Land-use Dynamics, grant n. 1946253).

Implicazioni per il futuro della ricerca geologica

Questa scoperta potrebbe aprire nuove strade nella comprensione dell’evoluzione dei paesaggi terrestri in risposta ai cambiamenti climatici. Analizzando le fluttuazioni passate, gli scienziati possono migliorare le previsioni sui futuri sviluppi geomorfologici in contesti climatici mutevoli.

Con questi nuovi dati, il team di ricerca spera di approfondire ulteriormente le dinamiche di migrazione dei bacini idrografici e il loro impatto sulle risorse idriche e sugli ecosistemi globali.

I campioni di suolo prelevati sul campo per l’analisi della composizione chimica del terreno e della distribuzione delle dimensioni dei granuli