Crimini contro gli animali: la denuncia di LNDC sulle leggi

Il comunicato di LNDC Animal Protection con riferimento alle leggi sulle persone che uccidono, maltrattano o abbandonano animali

LNDC Animal Protection lo afferma ormai da tempo: le leggi attuali sono insufficienti per punire in maniera efficace le persone che uccidono, maltrattano, seviziano o abbandonano animali. A questa inefficacia, spesso si aggiungono anche i tempi biblici della macchina giudiziaria, con udienze rinviate di anno in anno e che fanno scattare la prescrizione senza che nessuno paghi per quello che ha fatto. Un caso recente è quello di Pilù, barbaramente uccisa nel 2016 da un uomo per vendetta contro la sua compagna. Un delitto rimasto impunito. Una sorte comune a tanti altri casi e che rischia di interessare anche il processo a carico della donna che ha lasciato morire due cani di fame e sete nel 2024 in provincia di Pisa e quello a carico dell’uomo che ha ucciso un cane a colpi di carabina nel 2021 in provincia di Modena. Infatti, l’ufficio legale di LNDC Animal Protection ha ricevuto le citazioni per questi due casi e le udienze si terranno addirittura nel 2027 per il primo caso e a giugno 2025 per il secondo, che quindi è già fortemente a rischio prescrizione”. E’ quanto si legge in una nota LNDC Animal Protection.

“Trovo inaccettabile che chi si rende responsabile di un atto di efferata violenza contro un essere senziente possa evitare ogni conseguenza semplicemente perché il tempo è trascorso. Non solo si butta alle ortiche il lavoro di indagini che spesso viene svolto in maniera esemplare, ma soprattutto non si rende giustizia alle vittime. I reati contro gli animali devono essere considerati reati gravi perché sono reati violenti compiuti da persone che, in molti casi, possono rappresentare un pericolo anche per il resto della società”, commenta Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection.

“Ogni giorno ci battiamo per dare voce a chi non ce l’ha e per affermare che gli animali sono esseri senzienti, che meritano rispetto e tutela. Ma se poi, nei tribunali, tutto si ferma e si lascia cadere nell’oblio, il messaggio che passa è devastante: uccidere un animale non è poi così grave, basta aspettare e tutto si cancella. Questo è inaccettabile. Bisogna porre rimedio a questa stortura, ampliando l’organico dei tribunali se necessario ma anche riconoscendo per legge l’estrema gravità di questi reati, affinché i tempi di prescrizione vengano modificati”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

“LNDC chiede con forza che vi siano processi più rapidi e pene adeguate per i reati contro gli animali, perché la giustizia tardiva equivale a giustizia negata. Serve inoltre una presa di coscienza collettiva sul valore della vita animale, che non può continuare a essere considerata “di serie B”.vPilù non c’è più, ma il suo ricordo resta vivo così come il ricordo di tutte le altre vittime di questi crimini. E con loro, resta vivo il nostro impegno per fare in modo che nessun’altra vita venga spezzata nell’indifferenza generale”, conclude il comunicato.