L’Europa corteggia gli scienziati in fuga dagli USA di Trump

"Il clima politico negli Stati Uniti scoraggia la ricerca indipendente", un’occasione che l’Europa non vuole lasciarsi sfuggire

L’amministrazione Trump e le sue restrizioni alla ricerca stanno spingendo molti scienziati statunitensi a cercare nuove opportunità all’estero. Secondo il Financial Times, le istituzioni accademiche europee, insieme a Paesi come la Cina e la Francia, stanno accelerando il reclutamento di ricercatori americani, preoccupati dai tagli ai finanziamenti e dalle limitazioni imposte da Washington.

L’Università di Cambridge ha già annunciato iniziative per facilitare l’assunzione di esperti in biomedicina e intelligenza artificiale. Il rettore Deborah Prentice ha confermato che l’ateneo sta mobilitando risorse per attrarre talenti. Anche la Francia si sta muovendo: il ministro della Ricerca Philippe Baptiste ha chiesto alle istituzioni di individuare aree prioritarie per accogliere scienziati americani.

Nel frattempo, la Cina sta approfittando dell’incertezza negli Stati Uniti per attrarre scienziati sino-americani, descrivendo il proprio panorama scientifico come più aperto e inclusivo. Secondo Maria Leptin, presidente del Consiglio Europeo della Ricerca, “il clima politico negli Stati Uniti scoraggia la ricerca indipendente“, un’occasione che l’Europa non vuole lasciarsi sfuggire.