Chubu Electric, una delle principali aziende energetiche giapponesi, ha avviato il processo di demolizione di un reattore nucleare dismesso, segnando un’importante tappa in Giappone. Ciò avviene in un periodo in cui il Paese accelera lo sviluppo delle energie a basse emissioni di carbonio, con l’obiettivo di aumentare l’uso dell’energia nucleare civile per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Il reattore interessato è situato nella centrale di Hamaoka, nella regione di Shizuoka, e il processo di smantellamento ha preso il via con la rimozione del coperchio superiore del reattore numero due. L’intero progetto di smantellamento dovrebbe concludersi entro il 2042.
Questa operazione è significativa, poiché il Giappone, dopo la catastrofe di Fukushima nel 2011, aveva spento tutti i suoi 54 reattori nucleari. Attualmente, il Paese sta pianificando di riattivare alcune delle sue unità nucleari ancora operative e di costruire nuovi reattori. Entro il 2030, Tokyo prevede che l’energia nucleare copra una quota del 20-22% della produzione elettrica, un aumento rispetto al sotto 10% attuale. Nonostante l’aumento dell’energia nucleare, il Giappone è anche impegnato nello smantellamento dei reattori danneggiati dalla tragedia di Fukushima.
