Il 12 marzo la sonda Hera, prima missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dedicata alla sicurezza spaziale, si avvicinerà a soli 5000 km dalla superficie di Marte e a 300 km da Deimos, la più lontana e misteriosa delle due lune marziane. Durante questo passaggio ravvicinato, Hera condurrà o osservazioni dettagliate sia del Pianeta Rosso che del satellite naturale, le cui origini e caratteristiche rimangono ancora oggetto di dibattito scientifico.
Strumentazione all’avanguardia
Per catturare immagini e dati preziosi, Hera utilizza 3 strumenti di ultima generazione:
- Asteroid Framing Camera (AFC): una fotocamera in bianco e nero con risoluzione 1020×1020 pixel, progettata per la navigazione e le indagini scientifiche in luce visibile;
- Hyperscout H: un imager iperspettrale capace di osservare in 25 bande dello spettro visibile e vicino infrarosso, permettendo l’analisi della composizione minerale di Deimos;
- Thermal Infrared Imager (fornito dall’Agenzia Spaziale Giapponese, JAXA): opera nella gamma infrarossa media per mappare la temperatura della superficie, fornendo informazioni cruciali su rugosità, distribuzione delle particelle e porosità.
Le immagini e i dati raccolti da Hera verranno trasmessi a Terra dopo aver orientato la sua antenna ad alto guadagno verso il nostro pianeta. Giovedì 13 marzo, alle 11:50 CET, il team scientifico dell’ESA svelerà i risultati in un webcast pubblico dal centro di controllo missione ESOC a Darmstadt, in Germania.
L’evento vedrà la partecipazione dell’astronauta ESA Alexander Gerst, dello scrittore di fantascienza Andy Weir (autore di The Martian e Project Hail Mary), e di un ospite speciale a sorpresa.

Un ponte verso la Missione MMX e oltre
L’incontro ravvicinato con Deimos non è solo un traguardo scientifico, ma anche un test cruciale per la futura Martian Moons eXploration Mission (MMX), guidata dalla JAXA in collaborazione con NASA, CNES (Agenzia Spaziale Francese), DLR (Centro Aerospaziale Tedesco) ed ESA.
Prevista per il 2026, la missione MMX avrà l’obiettivo di studiare in dettaglio le lune marziane e, in particolare, atterrare su Phobos per raccogliere un campione di superficie e riportarlo sulla Terra per analisi approfondite.
Nel frattempo, Hera proseguirà il suo viaggio verso il sistema binario di asteroidi Didymos–Dimorphos, obiettivo finale della missione. Dopo una serie di manovre di correzione della traiettoria nel 2026, la sonda arriverà a destinazione nel dicembre dello stesso anno, continuando a espandere le nostre conoscenze sulla dinamica degli asteroidi e sulla difesa planetaria.
Europa protagonista
Con il suo sorvolo di Marte e Deimos, Hera non solo fornisce dati preziosi sull’ambiente marziano, ma pone anche le basi per le future missioni di esplorazione spaziale e sicurezza planetaria. Il viaggio di Hera dimostra il ruolo sempre più centrale dell’Europa nell’esplorazione del Sistema Solare e nella protezione della Terra da potenziali minacce cosmiche.