Incendi boschivi nella Carolina del Nord: evacuazioni in corso e condizioni critiche dopo l’uragano Helene

Gli ordini di evacuazione hanno coinvolto diverse comunità vicine, soprattutto quelle situate nei pressi del confine tra la contea di Polk e quella di Henderson

La Carolina del Nord occidentale sta affrontando una nuova emergenza ambientale, mentre vaste aree boschive nella contea di Polk continuano a bruciare a causa di tre incendi attivi, aggravati dai danni strutturali e ambientali lasciati dall’uragano Helene, che aveva colpito duramente la regione circa sei mesi fa. I vigili del fuoco, impegnati senza sosta, stanno operando in condizioni particolarmente difficili a causa del terreno impervio e dei detriti ancora presenti sul territorio, conseguenza diretta del passaggio dell’uragano.

Tra i roghi più estesi, l’incendio di Black Cove rappresenta attualmente la principale minaccia. Scoppiato mercoledì scorso a causa di una linea elettrica caduta, ha già distrutto oltre 2.000 acri di vegetazione e, al momento, non risulta ancora sotto controllo. Non meno preoccupante è la situazione legata all’incendio denominato Deep Woods, che con i suoi 1.802 acri andati in fumo risulta il più vasto tra quelli attivi nella zona. Anche questo fronte rimane completamente incontrollato, spingendo le autorità locali a ordinare evacuazioni nelle aree circostanti.

Gli ordini di evacuazione hanno coinvolto diverse comunità vicine, soprattutto quelle situate nei pressi del confine tra la contea di Polk e quella di Henderson. Le autorità della contea di Henderson hanno esteso le raccomandazioni di evacuazione volontaria anche ai residenti di Laurel Mountain View Road e Boulder View Road, invitandoli a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni per motivi di sicurezza.

Il terzo incendio, denominato Fish Hook, ha finora bruciato quasi 200 acri. Anche se risulta contenuto al 50%, ha già provocato la distruzione confermata di almeno sei strutture. Le squadre antincendio stanno tentando di consolidare i margini di contenimento per impedire ulteriori danni, ma la situazione resta tesa.

Alla crisi degli incendi si aggiunge anche l’allarme ambientale. Sabato, l’intera area della contea di Polk è stata interessata da un avviso di qualità dell’aria classificata con codice rosso, indicativo di un livello di inquinamento particolarmente pericoloso. Il Servizio Forestale della Carolina del Nord ha invitato la popolazione a limitare drasticamente l’esposizione all’aria aperta, soprattutto per i soggetti vulnerabili come bambini, anziani e persone con patologie respiratorie. In risposta all’emergenza, è stato inoltre imposto un divieto di bruciatura su tutto il territorio dello stato, nel tentativo di contenere nuovi potenziali inneschi.

Nel frattempo, anche il resto dello stato non è immune dalla minaccia degli incendi. A Greenville, nella Carolina del Sud, un nuovo fronte si è aperto domenica mattina nella zona di Persim Ridge. Questo incendio ha già colpito circa 100 acri, e sebbene le autorità non abbiano ancora identificato la causa, l’intervento è stato potenziato con l’arrivo di una squadra della Guardia Nazionale, che ha affiancato i soccorritori locali nelle operazioni di contenimento.

L’attuale situazione negli Appalachi meridionali riflette un equilibrio sempre più fragile tra eventi climatici estremi e gestione delle emergenze. Gli effetti a lungo termine dell’uragano Helene hanno lasciato una vegetazione secca e accumuli di detriti che ora alimentano facilmente i focolai. Mentre i vigili del fuoco combattono contro le fiamme, le comunità locali si trovano a fronteggiare una duplice sfida: proteggere le proprie abitazioni e convivere con una qualità dell’aria compromessa. In un contesto così complesso, la collaborazione tra le diverse agenzie statali e federali si conferma ancora una volta essenziale per far fronte a crisi ambientali sempre più frequenti e imprevedibili.

Vasto incendio a Greenville, in Carolina del Sud