Mercoledì 26 marzo 2025 un asteroide delle dimensioni della Piramide di Giza sfiorerà la Terra a una velocità di circa 77.300 km/h. Il corpo celeste, noto come 2014 TN17, raggiungerà la distanza minima di 5,1 milioni di km dal nostro pianeta, circa 13 volte la distanza tra la Terra e la Luna. Si tratta del passaggio più vicino registrato negli ultimi oltre 100 anni, secondo le simulazioni effettuate dalla NASA.
Nonostante la sua classificazione come “potenzialmente pericoloso”, il rischio di impatto con il nostro pianeta è nullo, sia nel presente che nel futuro prossimo. La definizione di “potenzialmente pericoloso” viene assegnata agli asteroidi che superano i 140 metri di diametro e che orbitano entro 7,5 milioni di km dalla Terra. Ciò permette agli astronomi di monitorarli con attenzione, senza tuttavia implicare un pericolo immediato.
Caratteristiche dell’asteroide 2014 TN17
L’asteroide 2014 TN17 è stato scoperto nel 2014 ed è stato oggetto di numerosi studi per determinarne l’orbita e la composizione. Con un diametro stimato di 165 metri, è abbastanza grande da causare danni catastrofici in caso di impatto con la Terra. Per confronto, la meteora di Chelyabinsk, che esplose sopra la Russia nel 2013, misurava solo 20 metri di diametro e rilasciò un’energia equivalente a 30 volte la bomba di Hiroshima.
Tuttavia, 2014 TN17 non sarà visibile a occhio nudo o con telescopi amatoriali durante il passaggio di questa settimana. Sarà invece osservato attentamente dal sistema Goldstone Solar System Radar (GSSR) della NASA, un potente radar in California utilizzato per studiare gli oggetti vicini alla Terra (NEOs, Near-Earth Objects).
Il rischio asteroidi: cosa ci riserva il futuro?
Secondo il Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale, esistono attualmente circa 2.500 asteroidi classificati come “potenzialmente pericolosi”. Nessuno di essi rappresenta un rischio immediato, ma alcuni di questi corpi celesti meritano una sorveglianza continua.
Uno degli esempi più recenti è 2024 YR4, un asteroide che aveva inizialmente una probabilità del 3,1% di colpire la Terra nel 2032, salvo poi essere declassato a rischio zero. Tuttavia, resta una possibilità che possa colpire la Luna.
Un altro caso interessante è Apophis, il cosiddetto “dio del caos”, che nel 2029 passerà più vicino alla Terra di alcuni satelliti artificiali. Per ora non esiste alcun pericolo di collisione, ma alcuni esperti avvertono che un’interazione con altri oggetti spaziali potrebbe modificare la sua traiettoria, aumentando il rischio di impatto nelle future orbite.
Come ci proteggiamo dagli asteroidi?
La minaccia rappresentata dagli asteroidi ha spinto la comunità scientifica a sviluppare strategie di difesa planetaria. Nel 2022, la NASA ha testato con successo la missione DART (Double Asteroid Redirection Test), dimostrando che è possibile deviare un asteroide colpendolo con una sonda spaziale. Questo metodo, tuttavia, richiede un preavviso significativo e dati dettagliati sul corpo celeste in questione.
Per questo motivo, la sorveglianza dei NEO è diventata una priorità. La NASA, l’ESA e altre agenzie spaziali hanno sviluppato reti di telescopi e radar per individuare e tracciare gli oggetti che potrebbero avvicinarsi pericolosamente alla Terra, garantendo così un margine di sicurezza sufficiente per eventuali interventi.
