L’Italia punta a investire nella start-up nucleare Newcleo

Il governo italiano potrebbe investire, tramite una o più entità controllate dallo Stato, fino a 200 milioni di euro in Newcleo

Il governo italiano ha in programma di investire nella start-up nucleare Newcleo come parte del suo impegno per reintrodurre la produzione di energia nucleare nel Paese dopo quasi 40 anni, hanno dichiarato a Reuters due fonti a conoscenza della questione. Una delle fonti ha affermato che la coalizione di destra potrebbe investire, tramite una o più entità controllate dallo Stato, fino a 200 milioni di euro in Newcleo. L’altro, un alto funzionario governativo, ha affermato che Roma sta guardando con particolare interesse ai progetti di Newcleo e sarebbe disposta a investire nell’azienda.

Le due fonti hanno parlato dopo una dichiarazione congiunta dei Ministri dell’energia e dell’industria italiani, in cui si afferma che il governo svolgerà un ruolo attivo nello sviluppo di tecnologie innovative nel settore, con un focus sui progetti di Newcleo.

Un investimento da 200 milioni di euro darebbe all’Italia un ruolo di primo piano in Newcleo, che finora ha raccolto quasi 540 milioni di euro da oltre 700 investitori, tra cui il fondo di venture capital Exor Seeds della famiglia Agnelli.

Il governo intende sostenere concretamente il rafforzamento della filiera industriale nazionale dedicata all’energia nucleare innovativa, riconoscendone l’importanza fondamentale nel garantire la sicurezza energetica”, hanno affermato i due Ministri.

Newcleo punta sui piccoli reattori modulari

L’azienda nucleare, fondata dal fisico italiano Stefano Buono, sta sviluppando piccoli reattori modulari alimentati da scorie nucleari riprocessate. I piccoli reattori modulari possono ridurre l’investimento iniziale necessario per costruire una centrale nucleare basata su tecnologie avanzate, limitando il rischio di un simile progetto, affermano gli esperti nucleari.

L’impegno del governo per il nucleare

A febbraio, il governo italiano ha approvato una legge che apre la strada al ritorno all’energia nucleare, vietata dal referendum. Il governo mira a utilizzare reattori modulari avanzati per produrre energia nucleare sostenibile e decarbonizzare le sue industrie più inquinanti. Afferma che i progressi nella tecnologia e nella sicurezza rendono obsoleto il divieto referendario del 1987 sull’energia nucleare.

Il governo Meloni, tuttavia, sta faticando a ottenere il sostegno delle amministrazioni locali e dei cittadini per individuare un luogo in cui creare un deposito per le scorie nucleari e potrebbe dover affrontare un nuovo referendum sulla produzione di energia nucleare.

Newcleo: “positivo l’interesse e il sostegno del governo”

Il board di Newcleo, tenutosi oggi, esprime “vivo apprezzamento per l’interesse strategico e il sostegno del governo italiano nei confronti dell’azienda, riflesso nella dichiarazione congiunta dei Ministri Urso e Pichetto”. “La nostra tecnologia – sottolinea in una nota – assicura infatti un nucleare sostenibile che ricicla le scorie (quelle esistenti garantirebbero centinaia di anni di autonomia energetica all’intero continente europeo) e punta ad eliminarle chiudendo il ciclo del combustibile. In questo contesto, Newcleo è al servizio dell’Europa per assicurarle un futuro energetico indipendente, decarbonizzato e competitivo a vantaggio di cittadini e imprese e siamo contenti che il governo voglia consolidare una posizione di rilievo italiana in questo settore attraverso il sostegno concreto alla nostra azienda”.