A seguito del maltempo delle scorse settimane, che ha lasciato alcune fessurazioni nell’argine del fiume Lamone in alcuni tratti dei comuni di Bagnacavallo e Ravenna, proseguono i lavori per mettere in sicurezza l’area. Lo comunica la Regione Emilia Romagna, secondo cui “su tutte le fessurazioni, a partire prioritariamente da quelle di maggiore entità, sono già in corso interventi urgenti di impermeabilizzazione con una miscela di tipo bentonitico per evitare infiltrazioni e attività di telonatura con lo scopo di rallentare l’eventuale saturazione/filtrazione in caso di piene del fiume il cui livello idrometrico vada ad interessare direttamente il corpo arginale”.
Quello della messa in sicurezza degli argini – viene spiegato – è un intervento strutturale da realizzare di “elevata complessità” e che “non può essere eseguito nell’immediato per le condizioni meteorologiche del periodo e per il possibile manifestarsi di ulteriori eventi di piena critici”.
Sulla situazione il Presidente della Regione, Michele de Pascale, si è confrontato sia con il Commissario alla ricostruzione, Fabrizio Curcio, sia con il direttore del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. “Siamo al lavoro senza sosta, insieme ai sindaci e alle sindache, per mettere in sicurezza definitivamente il Lamone – osserva in una nota la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini -: il Presidente de Pascale ha già rappresentato al Commissario Curcio la necessità di inserire uno stanziamento adeguato all’intervento strutturale da finanziare all’interno dell’ordinanza commissariale 13 ter. Siamo fiduciosi che la richiesta sarà accolta e che, non appena le condizioni meteo lo consentiranno, potranno partire i cantieri. Nel frattempo, proseguono le operazioni di infiltrazione e telonatura per consolidare i tratti arginati”.
L’Agenzia regionale di Protezione Civile, insieme ai Comuni di Ravenna, Bagnacavallo e Russi, sta predisponendo un piano specifico (fase di previsione e in corso di evento) collegato al sistema di allertamento e alla rete dei sensori coordinata da Arpae, per la necessaria tutela delle persone. Fino a quando l’intervento strutturale sull’argine non sarà completato sarà perciò vietato a chiunque accedere alle aree interessate.
