La dichiarazione di ‘stato di emergenza nazionale’ per la Toscana, chiesta dal Presidente Eugenio Giani al Governo, va in stand-by alcuni giorni “perché prevediamo nuove perturbazioni su questa regione fra due-tre giorni, quindi bisogna vedere i prossimi esiti per non dover rifare il lavoro di valutazione dei danni e degli interventi“. Così il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano a Firenze, in un incontro con il Presidente Eugenio Giani e i sindaci. Gli enti e i sindaci “possono stare tranquilli perché il Ministro della Protezione Civile ha firmato la mobilitazione nazionale e comunque possono operare con le somme urgenze”.
“Siccome è prevista” tra pochi giorni “una nuova perturbazione, che ci auguriamo non sia come quella che è passata, ovviamente la copertura che vi si dà con lo stato di mobilitazione nazionale vi consente di fare già tutto quello che potete fare per le vostre comunità – ha detto Ciciliano ai sindaci toscani dei comuni colpiti dall’ultima ondata di maltempo -, altrimenti costringiamo il sistema di Protezione Civile a fare un lavoro nei prossimi due giorni e poi fra tre giorni costringeremmo a rifarlo daccapo all’esito della nuova perturbazione”, che “non dovrebbe essere come quella recente ma potrà andare a impattare gli stessi territori”.
“Lo stato di emergenza nazionale – ha spiegato il capo della Protezione Civile in un punto stampa – viene analizzato, viene portato al Consiglio dei Ministri, viene fornito di budget iniziale e ha una contabilità speciale, ma tutto questo viene fatto dopo un’istruttoria, perciò per la Toscana dobbiamo aspettare i prossimi giorni“, dopo che sarà passata la prossima perturbazione meteo, “la mobilitazione nazionale invece la si fa mettendo a disposizione delle regioni colpite tutto quello che si può nell’immediato”. Per Ciciliano, “la stima dei danni non si può fare ora, quando sono ancora in corso le azioni ma successivamente, alla fine”.
Ciciliano: “più catastrofi naturali sui nostri territori”
“Quella che fino a qualche tempo fa era vista come una cosa eccezionale in realtà vediamo che si sta realizzando con grande frequenza. Parliamo delle catastrofi naturali legate al cambiamento climatico. Ci sono molte più azioni che purtroppo impattano sui nostri territori“, ha detto Ciciliano al termine dell’incontro a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. “A marzo normalmente queste cose non si verificavano, era una cosa che si verificava più verso aprile o maggio. Questi fenomeni si verificano con maggiore frequenza e proprio per questo non si può più parlare di eccezionalità dell’evento”, ha concluso Ciciliano.
