Un innovativo trattamento del microbioma potrebbe rivoluzionare la lotta alle infezioni batteriche senza ricorrere agli antibiotici. Lo rivela uno studio pubblicato su Cell Host & Microbe dalla Penn State University, in cui il team guidato da Jordan Bisanz ha sviluppato una terapia mirata contro il Clostridioides difficile, batterio responsabile di gravi disturbi intestinali.
L’infezione da C. difficile si verifica quando il microbioma intestinale viene alterato, spesso a causa dell’uso di antibiotici. Tradizionalmente, il trapianto fecale è stato utilizzato per ristabilire l’equilibrio intestinale, ma questa tecnica comporta il rischio di trasmettere agenti patogeni sconosciuti. La nuova metodologia, invece, elimina la necessità di materiale fecale, sfruttando una combinazione mirata di batteri benefici.
Gli scienziati hanno analizzato dati provenienti da 12 studi precedenti, utilizzando l’intelligenza artificiale per identificare 37 ceppi batterici capaci di contrastare C. difficile. Hanno poi creato una miscela sintetica di questi microrganismi, somministrandola per via orale a modelli murini. I risultati sono stati sorprendenti: la terapia ha non solo bloccato l’infezione, ma ha anche protetto dagli effetti dannosi degli antibiotici.
L’efficacia di soppressione era notevole, ha sottolineato Bisanz, evidenziando il potenziale della scoperta per trattare altre patologie legate al microbioma, come le malattie infiammatorie intestinali.
