Un nuovo studio pubblicato su The Lancet in occasione del World Obesity Day del 4 marzo lancia un allarme preoccupante: entro il 2050, oltre la metà degli adulti (circa il 60%) e un terzo dei bambini e adolescenti (31%) saranno in sovrappeso o obesi, con gravi implicazioni per la salute globale. Lo studio, basato sull’analisi dei dati di 204 Paesi e territori, prevede che il numero di adulti e giovani obesi raddoppierà nei prossimi decenni, con oltre 2,1 miliardi di adulti e 493 milioni di bambini e adolescenti già affetti nel 2021.
L’obesità, che prevale sul sovrappeso, è aumentata drammaticamente dal 1990 al 2021. A livello globale, la prevalenza dell’obesità è passata dal 5,8% al 14,8% negli uomini e dal 10,2% al 20,8% nelle donne. In alcune regioni, come Oceania, Nord Africa e Medio Oriente, i tassi sono particolarmente elevati. Paesi come Nauru, Tonga e Samoa Americane hanno raggiunto livelli estremamente alti di obesità, con oltre il 60% della popolazione adulta affetta.
Le previsioni per il 2050 sono allarmanti: si prevede un aumento del 121% dell’obesità tra i giovani, con 360 milioni di bambini e adolescenti obesi. In particolare, si prevede che l’obesità supererà il sovrappeso tra i ragazzi di 5-14 anni, portando a una “transizione globale verso l’obesità” per le nuove generazioni.
Concentrando il problema in 8 Paesi, tra cui Cina, India e Stati Uniti, l’analisi sottolinea l’urgenza di politiche globali per affrontare questa crisi sanitaria in continua espansione.
