In Basilicata, da settimane la coda d’inverno si sta rivelando particolarmente mite, tanto da aggravare la situazione degli invasi. Nel confronto con il 2024, il deficit idrico è risalito a 91 milioni di metri cubi. Se nella diga del Camastra, al centro della crisi idrica che ha interessato nei mesi scorso 140mila lucani, oggi ci sono 9 milioni e 990 mila metri cubi di acqua, oltre un milione in più rispetto ad un anno fa, è nell’invaso di Monte Cotugno che si registra la maggiore crisi. Qui ci sono 128 milioni di metri cubi di acqua, ben 67 in meno rispetto a dodici mesi fa. Un calo di quasi 23 milioni rispetto allo scorso anno anche nel Pertusillo, dove ora sono contenuti oltre 71 milioni di metri cubi di risorsa idrica. A San Giuliano, alle porte di Matera, presenti oltre 29 milioni di metri cubi, quasi due in più rispetto allo stesso periodo del 2024.
Convocato il Tavolo Verde
Una situazione da monitorare che preoccupa le organizzazioni agricole e i consorzi. E infatti per giovedì 20 marzo, l’assessore regionale all’Agricoltura ha convocato il Tavolo Verde a Potenza.
“Un risultato ottenuto anche grazie alle continue richieste di intervento per far fronte all’emergenza idrica e gli appelli rivolti dalla Coldiretti della Basilicata al governo regionale che hanno sortito i primi effetti”, spiega la Coldiretti lucana. “Sarà l’occasione per ribadire la gravità della situazione, ma soprattutto per ribadire la necessità di affrontare e gestire l’emergenza idrica con azioni concrete, e verificare, in modo approfondito, la necessità della nomina di un Commissario che abbia la delega per la gestione e il superamento dell’emergenza idrica, con particolare riferimento agli interventi di urgenza. È l’unico modo per far fronte a quella che già si manifesta come una crisi idrica di notevolissime dimensioni e parimenti una stagione di forti proteste del mondo agricolo che vede l’impossibilità a raggiungere i propri obiettivi produttivi“.
“Una richiesta – continua l’organizzazione agricola – che non a caso abbiamo rivolto al Governatore lucano, che ha pieni poteri per nominarlo, d’intesa con gli assessori regionali che hanno competenza in materia. Il Commissario, lo ricordiamo, a solo titolo esemplificativo ma non esaustivo, potrebbe avviare diversi interventi: si pensi allo snellimento di tutte le procedure che possano consentire ove necessario: l’emungimento dai corsi d’ acqua, interventi per la salvaguardia del patrimonio zootecnico regionale facilitazione delle procedure di autorizzazione per la trivellazione di pozzi d’acqua atti alla salvaguardia delle colture; ristori economici e alle aziende per i danni che eventualmente potrebbero subire e ogni altro intervento da eseguire con urgenza per la salvaguardia delle imprese agricole“.
