“La Regione Basilicata è pronta ad attivare tutte le procedure necessarie, coinvolgendo anche il Governo nazionale, per affrontare questa crisi idrica“, ma “se la situazione dovesse peggiorare e qualora si presentasse la necessità, si potrebbe anche richiedere lo stato di emergenza idrica, ovvero lo stato di calamità per l’intero comparto agricolo lucano“. Lo ha detto l’assessore regionale alle politiche agricole, Carmine Cicala, che ha presieduto una riunione del Tavolo verde, confermando “la volontà di continuare a lavorare a stretto contatto con le associazioni di categoria, con il Consorzio di Bonifica e con tutti gli attori coinvolti per trovare soluzioni concrete e immediate”.
Un “punto cruciale” è stato esaminato durante la riunione, quello riguardante la Diga del Rendina. “Al momento – ha spiegato Cicala – non ci sono le condizioni tecniche ed amministrative per l’invasamento. Siamo in attesa di un’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente. Tuttavia, non appena avremo il via libera, ci impegneremo ad affidare l’appalto per la progettazione entro l’estate“. Intanto, nei prossimi giorni, “il Consorzio di bonifica avvierà attività di pulizia dell’area circostante”.
Lo stesso Presidente del Consorzio di bonifica ha fornito “dati aggiornati sulla dotazione idrica degli schemi Sinni, Agri e Ofanto. Nei prossimi giorni, tenendo conto anche delle previsioni di pioggia, sarà possibile valutare con maggiore precisione la disponibilità per l’irrigazione. La priorità – ha concluso Cicala – è garantire la disponibilità di acqua per l’agricoltura e per tutti i settori che ne dipendono”.
Nella Diga del Camastra capacità di oltre 11 milioni di metri cubi
La Diga del Camastra – che serve 29 comuni, fra i quali il capoluogo di regione – ha una “capacità ormai giunta a 11,6 milioni di metri cubi“ di acqua: lo ha precisato l’assessore alle infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, annunciando “una serie di nuovi provvedimenti” che “serviranno per la realizzazione di lavori decisivi per adeguare le dighe lucane alle nuove normative di settore, grazie all’interlocuzione con l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, attraverso il Commissario Vera Corbelli“.
“Si tratta – ha spiegato Pepe – di una tornata di finanziamenti di oltre sei milioni di euro (con risorse ministeriali e regionali, queste ultime attinte dal Fondo di sviluppo e coesione), per cui sono state avviate le relative procedure di gara in questo mese che andranno in chiusura nelle prossime settimane, grazie ai quali si effettueranno interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento sismico o si realizzeranno opere accessorie per le dighe di Acerenza, del Camastra, di Conza della Campania (che serve anche l’area del lavellese), di Genzano di Lucania, di Monte Cotugno, del Pertusillo e di Saetta”.
“Inoltre sono in corso di esecuzione i lavori per 7,7 milioni di euro, da ultimare entro la fine del 2025, finalizzati ad aumentare in maniera sostanziosa la capacità di invaso della Diga di Monte Cotugno. Mentre saranno ricollegate le dighe di Acerenza e Genzano con condutture e gallerie, come abbiamo già annunciato, per un investimento complessivo di 20,5 milioni di euro. Nell’attesa di addivenire a un coordinamento stabile tra i vari soggetti istituzionali che operano in questo ambito – ha concluso l’assessore – con il Presidente Bardi stiamo lavorando da tempo per ottenere nuove risorse da destinare a progetti futuri che saranno rivolti soprattutto all’interconnessione degli invasi e degli schemi idrici”.
