Le abbondanti e ben distribuite precipitazioni di febbraio hanno portato un netto miglioramento delle condizioni di umidità dei suoli in Sicilia, segnando una situazione molto diversa rispetto a quella registrata un anno fa. A inizio marzo, il territorio regionale si presenta in condizioni favorevoli, con un livello ottimale di riserve idriche nei suoli che garantisce un buon supporto per le colture a seminativo e le foraggere. La siccità a breve termine può dunque considerarsi completamente superata, e, almeno per il momento, non si riscontrano criticità legate a eccessi d’acqua nei terreni.
Nonostante ciò, il rischio di nuove fasi siccitose non è del tutto scongiurato. Sebbene i suoli abbiano accumulato riserve idriche sufficienti per fronteggiare un’eventuale scarsità di precipitazioni nella seconda metà di marzo, il prosieguo della stagione agricola dipenderà dalle piogge attese nei mesi successivi. Il mese di aprile sarà cruciale per garantire un adeguato apporto idrico alle colture di foraggere, leguminose da granella e cereali. Attualmente, gli indici di umidità a breve termine mostrano livelli ottimali, una condizione che non si verificava da diversi anni.
Tuttavia, le analisi degli indici SPI (Standardized Precipitation Index) indicano che gli effetti della siccità a medio e lungo termine non sono stati ancora del tutto neutralizzati. La situazione rimane eterogenea: alcune aree hanno beneficiato di un surplus significativo di piogge, mentre altre continuano a mostrare un recupero molto più lento. Questo scenario implica che le precipitazioni attese in primavera potrebbero non essere sufficienti a ristabilire pienamente le riserve idriche, compromettendo la disponibilità di acqua per l’irrigazione nel periodo estivo.
I dati più recenti confermano l’assenza di condizioni siccitose a breve termine su tutto il territorio siciliano, inclusi i settori meridionali che fino a gennaio avevano registrato precipitazioni inferiori alla norma. Particolarmente positivo è il bilancio nelle zone ioniche, dove si è verificato un significativo surplus di piogge. Anche gli indici SPI a sei mesi si collocano quasi ovunque sopra la soglia critica di -1, che segna l’inizio di una siccità moderata. Il miglioramento è evidente anche nell’analisi su 12 mesi, sebbene alcune aree, come la Piana di Catania e alcune zone della provincia di Palermo, risultino ancora in una fase di siccità moderata, con un recupero idrico ancora insufficiente.
Più complessa è la situazione a lungo termine. Gli indicatori su un arco temporale di 24 mesi segnalano un peggioramento della siccità nel settore sud-orientale della Sicilia, dovuto al fatto che il febbraio 2023 – caratterizzato dalla tempesta subtropicale Helios e da piogge eccezionali – non rientra più nella finestra di osservazione dei dati attuali. Il Ragusano e parte della Sicilia occidentale, in particolare il Palermitano e il Trapanese, continuano a mostrare aree in condizioni di siccità severa, nonostante alcuni miglioramenti rispetto al mese precedente.
Anche l’analisi su un periodo di 48 mesi evidenzia variazioni minime, con un recupero solo marginale delle riserve idriche. Permangono, infatti, diverse zone in condizioni di siccità moderata o severa, segnale che la crisi idrica degli ultimi anni non è ancora stata completamente risolta.
