Nella notte di domenica 2 marzo ora locale SpaceX ha lanciato con successo 21 nuovi satelliti Starlink in orbita terrestre bassa, ampliando ulteriormente la sua megacostellazione per l’accesso globale a internet. Tuttavia, il rientro del primo stadio del razzo Falcon 9 si è concluso con la perdita del booster a seguito di un’anomalia dopo l’atterraggio sulla nave drone.
Il lancio e l’orbita dei nuovi satelliti
Il Falcon 9 è decollato alle 21:24 ora locale (02:24 GMT del 3 marzo) dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. La missione, denominata Starlink 12-20, ha portato in orbita 21 satelliti, tra cui 13 con capacità “direct-to-cell”, ovvero in grado di connettersi direttamente ai telefoni cellulari, ampliando la copertura internet anche in aree remote.
Circa 65 minuti dopo il decollo, il secondo stadio del razzo ha rilasciato con successo i satelliti nella loro orbita prestabilita, garantendo l’espansione della rete Starlink, che oggi conta oltre 7.000 satelliti operativi.
Il problema all’atterraggio del Falcon 9
Dopo aver completato la sua funzione propulsiva, il primo stadio del razzo – il booster B1086 – ha tentato il rientro e l’atterraggio sulla nave drone “Just Read the Instructions”, situata a circa 400 km al largo della costa della Florida. L’operazione sembrava inizialmente riuscita, ma poco dopo l’atterraggio, un incendio nella parte posteriore del razzo ha danneggiato una delle gambe di supporto, causando il ribaltamento e la perdita del booster in mare.
SpaceX ha commentato l’accaduto affermando che, nonostante la delusione per la perdita del razzo, i dati raccolti permetteranno di migliorare ulteriormente l’affidabilità del Falcon 9 sia in fase di lancio che di rientro.
L’importanza della missione e il futuro di Starlink
Questa missione rappresenta il 26° lancio del Falcon 9 nel 2025, di cui ben 19 sono stati dedicati all’espansione della rete Starlink. Il servizio di connessione satellitare di SpaceX continua a crescere, con l’obiettivo di offrire internet ad alta velocità in tutto il mondo, anche nelle zone più isolate.
Nonostante il problema al rientro, il successo dell’immissione in orbita dei nuovi satelliti conferma il ruolo centrale di SpaceX nel settore spaziale.
