Rocket Lab, società neozelandese, ha lanciato con successo 8 satelliti dedicati al rilevamento degli incendi. Il liftoff, avvenuto ieri, ha segnato il 3° volo del razzo Electron in sole 2 settimane, confermando l’agilità operativa e l’innovazione tecnologica dell’azienda.
Obiettivo prevenzione dei disastri naturali
Il volo, denominato “Finding Hot Wildfires Near You“, è stato realizzato per conto della società tedesca OroraTech, che si occupa di monitoraggio e analisi termica degli incendi. I satelliti, piccoli ma potenti strumenti di rilevamento, si uniscono ad una costellazione esistente di veicoli per immagini a infrarossi, progettata per monitorare le zone a rischio incendio 24 ore su 24. Grazie a questa tecnologia, si potrà fornire in tempo reale dati cruciali per prevedere e gestire l’espansione degli incendi, un ausilio fondamentale per forestali, vigili del fuoco e cittadini.
Dettagli del lancio di Rocket Lab
Il razzo Electron, alto 18 metri e articolato in 3 stadi, è decollato dal Pad B del Launch Complex 1 di Mahia, in Nuova Zelanda. Il lancio è avvenuto alle 11:30 EST del 26 marzo (16:30 ora italiana). Durante il volo, il razzo ha compiuto manovre precise: il booster centrale si è separato dopo circa 2,5 minuti, mentre il secondo stadio ha accelerato il veicolo fino alle velocità orbitali. Infine, la fase di precisione è stata affidata allo stadio “kick”, che ha posizionato accuratamente i satelliti in orbita.
La missione e il futuro della tecnologia di rilevamento incendi
I satelliti lanciati faranno parte della fase iniziale (Phase 1) della costellazione OroraTech, destinata a operare con un’inclinazione orbitale di 97 gradi e a un’altitudine di circa 550 km. OroraTech prevede di espandere il sistema fino a oltre 100 satelliti nei prossimi 5 anni, creando una rete globale in grado di fornire dati termici e predittivi sull’evoluzione degli incendi.
Rocket Lab
Il lancio rappresenta il 5° volo del 2025 per Rocket Lab, che non ha intenzione di fermarsi qui. Nei prossimi giorni è previsto un ulteriore lancio, denominato DART AE, che utilizzerà la versione suborbitale HASTE (Hypersonic Accelerator Suborbital Test Electron). Questa missione, rivolta al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ha l’obiettivo di testare tecnologie di droni ipersonici, evidenziando così la versatilità e la capacità innovativa dell’azienda in ambito spaziale e militare.
