”Le scosse, avvenute quasi in contemporanea con quelle registrate nei Campi Flegrei, mettono molta agitazione ma si tratta di eventi distinti e separati”. Così il presidente dell’ordine dei geologi della Puglia, Giovanna Amedei, dopo la forte scossa di ieri sera, magnitudo 4.7, e lo sciame sismico al largo della costa garganica. Secondo Amedei, il terremoto ”ha ricordato, in particolare all’opinione pubblica, che anche la Puglia è sismica. Dobbiamo ricordare che viviamo in un’area appartenente alla Zona 2: sismicità medio-alta (PGA fra 0,15 e 0,25 g) – ha spiegato – dove scosse anche forti sono possibili. Ricordiamoci sempre di sapere come comportarci in caso di terremoti e nelle fasi successive”.
Secondo il presidente dei geologi pugliesi, ”spesso la gente ha paura, magari anche perché teme o pensa che il patrimonio edilizio non sia sicuro – ha sottolineato -. L’Italia, dunque deve fare una profonda riflessione. La riflessione è sulla sicurezza degli edifici datati. Il problema è proprio questo: spesso ci troviamo di fronte ad un patrimonio datato o storico, realizzato con fondazioni superficiali o semplicemente ‘poggiate’ su terreno; abitazioni che, magari, non sono state adeguate alle normative sismiche vigenti ma che nel tempo potrebbero avere subìto notevoli rimaneggiamenti. Ci dobbiamo ricordare – ha detto ancora – che le nostre città sono cambiate, che ogni giorno subiscono stress legati al traffico, al clima, alle scosse sismiche che si possono verificare. Ecco perché sarebbe opportuno mappare ogni città, capire lo stato di salute di ogni fabbricato, pubblico e privato, comprenderne gli interventi che necessitano per renderli efficienti specie in termini di staticità”.
