Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ridefinito le priorità del Pentagono concentrandosi sulla deterrenza di un’eventuale invasione cinese di Taiwan e sulla difesa del territorio nazionale, assumendosi rischi in Europa e in altre aree del mondo. Lo rivela un’indiscrezione del Washington Post, che ha visionato un documento riservato del Dipartimento della Difesa, che porta tracce evidenti dell’influenza della Heritage Foundation, think tank conservatore. L’Interim National Defense Strategic Guidance, firmato da Hegseth a metà marzo, stabilisce che il focus principale sarà il confronto con Pechino, lasciando ad alleati in Europa, Medio Oriente ed Estremo Oriente il compito di fronteggiare le minacce di Russia, Corea del Nord e Iran. Il documento definisce inoltre un nuovo ruolo del Pentagono nella lotta all’immigrazione clandestina e al traffico di droga.
”La Cina è l’unica minaccia di riferimento per il Dipartimento e la negazione di un’acquisizione forzata di Taiwan da parte di Pechino, unitamente alla difesa del territorio nazionale, è lo scenario strategico primario“, ha scritto Hegseth nel documento.
Questo orientamento rappresenta un netto cambiamento rispetto alla strategia della precedente amministrazione Biden, che enfatizzava il ruolo delle alleanze, in particolare per contrastare l’aggressione russa. Ora, secondo il Pentagono, “la NATO dovrà assumersi un carico molto maggiore”, poiché gli Stati Uniti ridurranno il proprio coinvolgimento diretto in Europa per concentrarsi sull’Asia-Pacifico.
Il documento di Hegseth allinea il Pentagono a una visione più ampia di Trump sulla sicurezza nazionale, facendo riferimento a minacce non meglio definite nel “vicino estero“. Viene richiesto alle forze armate di essere “pronte a difendere gli interessi americani ovunque possano essere minacciati nell’emisfero occidentale, dalla Groenlandia al Canale di Panama fino a Capo Horn“.
Trump ha inoltre dichiarato che “dobbiamo avere la Groenlandia“, aumentando la tensione con la Danimarca, che ne gestisce la politica estera e la difesa.
Infine, il Pentagono prevede di ampliare le forze nucleari e i sistemi di difesa missilistica sul territorio statunitense, con riferimento a un ipotetico “Golden Dome” promosso da Trump. Per quanto riguarda l’Europa, il documento conferma che gli Stati Uniti forniranno deterrenza nucleare contro la Russia, ma le forze americane non saranno disponibili per la difesa convenzionale del continente, se già impegnate altrove. “Un aumento significativo della condivisione degli oneri da parte dell’Europa garantirà che la NATO possa scoraggiare o sconfiggere un’aggressione russa anche se gli Stati Uniti saranno già coinvolti in un conflitto primario in un’altra regione“, afferma il documento.
