Un recente studio condotto dall’Università di Leeds, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment, ha rivelato un nuovo meccanismo alla base delle tempeste invernali estreme che hanno colpito il Regno Unito e l’Irlanda. Il team di ricerca, guidato da Ryan Williams e Amanda Maycock, ha analizzato il ruolo dei vortici polari nella formazione di eventi meteorologici estremi, come il trio di tempeste Dudley, Eunice e Franklin, che nel febbraio 2022 hanno causato danni diffusi e vittime.
Lo studio ha evidenziato che un vortice polare insolitamente forte nella stratosfera artica può aumentare fino a 3 volte la probabilità di tempeste violente nel Nord Atlantico. Analizzando le previsioni stagionali di gennaio 2022, i ricercatori hanno riscontrato segnali di un forte vortice polare già a novembre 2021, suggerendo la possibilità di prevedere questi eventi con diverse settimane di anticipo.
Le implicazioni di questa scoperta sono significative: una maggiore capacità di previsione potrebbe consentire di adottare misure preventive, riducendo l’impatto delle tempeste. Nel febbraio 2022, le tempeste hanno colpito duramente il Regno Unito, l’Irlanda, la Scandinavia e la Germania, provocando interruzioni di corrente per un milione di abitazioni e 4 vittime. Gli studiosi sottolineano la necessità di approfondire il legame tra la stratosfera artica e le tempeste invernali per migliorare le previsioni meteorologiche e la gestione del rischio.
Come osservato da Jeff Knight, autore dello studio, i forti vortici polari hanno mostrato schemi simili anche in altri periodi, come febbraio 2020 e l’inizio del 2024. Le ricerche future si concentreranno sull’analisi di questi collegamenti per sviluppare strumenti predittivi sempre più efficaci.
