Il 28 aprile 1945 si chiude una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Benito Mussolini, il “Duce” del Fascismo, e la sua compagna Clara Petacci vengono catturati a Dongo, sulle rive del Lago di Como, mentre tentavano di fuggire in Svizzera travestiti da soldati tedeschi. La guerra volgeva al termine e l’Italia, liberata dalle forze alleate e dalla Resistenza, si preparava a lasciarsi alle spalle il ventennio fascista.
Dopo la cattura, Mussolini e Petacci furono condotti a Giulino di Mezzegra, dove, su ordine dei vertici del Comitato di Liberazione Nazionale, vennero fucilati senza processo. I loro corpi furono successivamente trasportati a Milano ed esposti in piazzale Loreto, luogo simbolico per la Resistenza, come monito contro la dittatura.
