L’8 aprile 1820, sull’isola di Milos, nel Mar Egeo, un contadino di nome Yorgos Kentrotas scopre casualmente la celebre statua della Venere di Milo. Mentre lavorava nei campi nei pressi delle rovine di un’antica città, Kentrotas si è imbattuto in frammenti di marmo che, una volta ricomposti, hanno rivelato la figura maestosa di una dea senza braccia. Si trattava di Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza.
Subito riconosciuta per il suo eccezionale valore artistico, la statua è stata acquisita dalla Francia grazie agli sforzi del viceconsole francese Olivier Voutier, appassionato archeologo. Oggi la Venere di Milo è una delle opere più iconiche custodite al Museo del Louvre di Parigi. Realizzata intorno al 130 a.C., in pieno periodo ellenistico, la scultura colpisce per la perfezione delle forme e l’equilibrio delle proporzioni, incarnando l’ideale classico di bellezza.
