Dopo un inizio di maggio segnato da giornate miti e temperature oltre la media, l’atmosfera cambia radicalmente volto. A partire dal 6 maggio, l’Italia entrerà in una fase meteo molto instabile, dominata da una dinamica di stampo tardo-invernale. I principali modelli meteorologici indicano infatti l’arrivo di una saccatura ben strutturata, alimentata da aria fredda artica, che si spingerà verso la Penisola attraverso la valle del Rodano. Questo affondo freddo sarà incanalato tra due settori anticiclonici, creando un vero e proprio corridoio instabile con effetti diffusi e persistenti su gran parte del Paese.
Dal 5 maggio: ciclone sul Mediterraneo e forti contrasti termici
Già da domenica 5 maggio si assisterà alla formazione di un minimo depressionario sul Mediterraneo centrale, che darà il via a un netto peggioramento del tempo. Le prime piogge interesseranno il Nord, estendendosi poi rapidamente anche al Centro e localmente al Sud. Saranno possibili temporali, grandinate e raffiche di vento, in un contesto termico in rapido calo: dalle temperature sopra la media di inizio mese, si passerà a valori più freschi, specie al Settentrione e lungo l’Appennino.

8-10 maggio: tregua relativa, ma instabilità ancora presente
Durante la seconda parte della settimana, si intravede una parziale risalita della pressione atmosferica, che però non sarà sufficiente a ristabilire un vero anticiclone. Il contesto resterà variabile, con il rischio di temporali pomeridiani al Centro-Nord, mentre il Sud potrà godere di maggiori schiarite e clima più mite. Le temperature, nel complesso, torneranno in linea con la media stagionale.
11-15 maggio: instabilità persistente, temperature sotto la media
La situazione meteo non sembra voler migliorare in modo definitivo nemmeno nella seconda decade di maggio. L’Italia, soprattutto il Centro-Nord, resterà esposta a ripetuti impulsi instabili, con temporali e rovesci frequenti nelle ore pomeridiane. Le temperature faticheranno a risalire, mantenendosi spesso sotto la media climatica del periodo, con giornate fresche e cieli variabili anche nelle grandi città.
Rischio fenomeni estremi: neve tardiva e grandinate localizzate
Questa irruzione di aria artica non porterà soltanto piogge: in quota, l’abbassamento termico potrà causare nevicate tardive sui rilievi alpini centro-orientali e sull’Appennino settentrionale, a quote insolitamente basse per il mese di maggio. Nelle aree soggette a maggiori contrasti termici, non si escludono nubifragi isolati e locali grandinate, fenomeni tipici delle fasi primaverili più instabili.
Seconda parte di maggio: probabile rimonta anticiclonica, ma non per tutti
Guardando oltre, i modelli delineano un possibile ritorno dell’alta pressione subtropicale nella seconda metà del mese. Le regioni del Centro-Sud e le Isole maggiori potrebbero tornare a godere di tempo stabile, soleggiato e via via più caldo, con punte termiche che potrebbero superare i 30 °C nelle aree interne. Tuttavia, il Nord resterà esposto a nuove infiltrazioni instabili, mantenendo un quadro più variabile e a tratti perturbato.
In sintesi: una prima metà di maggio all’insegna della variabilità
- Piogge frequenti e temporali, soprattutto al Nord e nelle zone interne del Centro.
- Temperature inferiori alla media, con rischio di freddo anomalo e nevicate tardive.
- Alternanza tra brevi fasi più stabili e nuove ondate di instabilità, almeno fino a metà mese.
- Possibile ritorno di condizioni più stabili e calde nella seconda parte di maggio, specie al Centro-Sud.
Il mese di maggio 2024 si preannuncia dunque molto dinamico e potenzialmente anomalo, con una prima metà all’insegna dell’instabilità, segnata da forti contrasti termici e ripetute irruzioni fredde, e una seconda parte ancora incerta ma con segnali di possibile stabilizzazione. Per gli amanti del sole, ci sarà da aspettare ancora un po’.
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