Un nuovo studio condotto dalla Pennsylvania State University e pubblicato su Science of The Total Environment rivela che dosi anche minime di insetticidi, in particolare il neonicotinoide imidacloprid, possono compromettere gravemente la capacità riproduttiva dei bombi. Gli effetti osservati includono la riduzione del successo nell’accoppiamento, alterazioni nella segnalazione chimica tra i sessi e danni alla fisiologia riproduttiva: spermatozoi meno vitali nei maschi e minori riserve di grasso nelle femmine.
Gli esperimenti, svolti in laboratorio, hanno simulato condizioni realistiche di esposizione tramite acqua zuccherata contenente l’insetticida in concentrazioni simili a quelle presenti in natura. I risultati mostrano che le femmine esposte sono maggiormente colpite, ma anche i maschi manifestano un significativo calo della qualità spermatica.
I ricercatori sottolineano che, sebbene gli effetti immediati dei pesticidi siano noti, quelli a lungo termine – come il declino della fertilità e della comunicazione sessuale – sono spesso trascurati. Lo studio lancia un monito sulla necessità di strategie di gestione integrata dei parassiti, capaci di proteggere i raccolti senza danneggiare irreparabilmente gli impollinatori, pilastri fondamentali della biodiversità e dell’agricoltura.
