L’Artico si trova di fronte a una nuova minaccia ambientale: una crescente ondata di inquinanti trasportati attraverso la corrente transpolare, complice il riscaldamento globale. È quanto rivela uno studio dell’Università di Bristol, pubblicato su Nature Communications, che getta luce sui cambiamenti nei percorsi delle acque fluviali siberiane e del ghiaccio marino.
La corrente transpolare funge da “nastro trasportatore” di acqua dolce, ghiaccio e particolato dalle piattaforme siberiane fino allo stretto di Fram, connettendo l’Artico all’Atlantico settentrionale. Insieme a nutrienti naturali, viaggiano anche microplastiche e metalli pesanti, minacciando la fragile biogeochimica artica.
Il ritiro del ghiaccio estivo, accelerato dal riscaldamento globale, sta sconvolgendo la distribuzione stagionale di questi flussi. I ricercatori, grazie a sofisticate analisi isotopiche e geochimiche, hanno tracciato la “firma” dei materiali fluviali seguendone il percorso nell’Artico.
Secondo il professor Benjamin Rabe, questi cambiamenti potrebbero rivoluzionare la diffusione di acqua dolce e inquinanti, con conseguenze profonde sugli ecosistemi artici e sulla circolazione oceanica globale.
