Si è conclusa con risultati significativi la decima edizione della Our Ocean Conference (OOC10), che ha mobilitato ben 277 nuovi impegni a favore della sostenibilità oceanica, per un valore complessivo di 9,1 miliardi di dollari. Dal suo debutto nel 2014, la conferenza si è affermata come una delle principali piattaforme globali per promuovere la conservazione marina, soluzioni climatiche basate sull’oceano e iniziative per un’economia blu sostenibile, totalizzando oltre 160 miliardi di dollari mobilitati in dieci anni.
Sei aree chiave per l’azione sugli oceani
Gli impegni, annunciati da oltre 60 Paesi e organizzazioni, si articolano in sei aree tematiche fondamentali:
- Clima e oceano
- Inquinamento marino
- Aree marine protette
- Economia blu sostenibile
- Pesca sostenibile
- Sicurezza marittima
L’oceano digitale e l’innovazione tecnologica
Il tema trasversale di questa edizione è stato quello degli “oceani digitali”, con particolare enfasi sull’utilizzo della tecnologia per rafforzare le azioni in difesa dei mari. Circa il 10% degli impegni OOC10 ha riguardato questo ambito, includendo l’uso dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio della pesca e delle aree marine protette, l’impiego di droni e immagini satellitari, fino all’applicazione dell’eDNA per catalogare la biodiversità marina.
Economia blu: il cuore degli investimenti
L’economia blu sostenibile è emersa come una priorità globale, totalizzando il più alto impegno finanziario individuale: 4,5 miliardi di dollari. I progetti spaziano dal supporto all’imprenditoria marina allo sviluppo di framework normativi, fino al rafforzamento della pesca artigianale e dell’acquacoltura sostenibile.
Ricerca, clima e soluzioni basate sulla natura
Un altro aspetto chiave dell’OOC10 è stato il finanziamento della ricerca: oltre 30 impegni sono dedicati allo studio del nesso oceano-clima, delle regioni polari, della biodiversità e delle tecnologie emergenti. Sul fronte climatico, soluzioni basate sulla natura e transizione verso una navigazione verde hanno attirato attenzione e risorse: circa il 15% dei progetti climatici è dedicato a porti sostenibili, carburanti verdi e ripristino di ecosistemi costieri come le foreste di kelp, con finanziamenti pari a 150 milioni di dollari.
Sicurezza, formazione e protezione ambientale
La conferenza ha anche generato impegni per la costruzione di capacità in diversi ambiti d’azione:
- 20 progetti per migliorare la sicurezza marittima e contrastare la pesca illegale (soprattutto nel Pacifico e in Africa Occidentale);
- 10 impegni per programmi di formazione e educazione ambientale;
- Iniziative per la gestione dei rifiuti, la riduzione della plastica e la resilienza costiera.
Più Aree Marine Protette verso l’obiettivo 30×30
Oltre 45 impegni sono stati dedicati a identificare nuove Aree Marine Protette (AMP) e a migliorare la gestione di quelle esistenti. Questo contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo globale di proteggere il 30% delle terre e dei mari entro il 2030. Un altro passo avanti è stato compiuto con il sostegno alla ratifica dell’Accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction) per la tutela della biodiversità negli oceani internazionali.
Lotta all’inquinamento marino, con focus sulla plastica
L’inquinamento marino, soprattutto quello da plastica, è rimasto centrale: oltre il 20% degli impegni in questo ambito ha affrontato il tema con nuove strategie nazionali, progetti di riciclo e campagne di sensibilizzazione. Altri impegni si sono concentrati su inquinamento acustico, reflui urbani, rifiuti terrestri e reti da pesca fantasma.
