Il riscaldamento globale sta modificando profondamente la composizione della flora artica, senza però ridurne la ricchezza complessiva. È quanto rivela uno studio dell’Università di Edimburgo pubblicato su Nature, che ha analizzato oltre 42.000 rilievi botanici in un arco temporale di 41 anni (1981–2022), esaminando 490 specie in 2.174 aree della regione artica.
Nonostante l’Artico si stia riscaldando a un ritmo 4 volte superiore alla media globale, i ricercatori non hanno rilevato una perdita significativa nel numero totale di specie. Tuttavia, il 59% delle aree ha mostrato una sostituzione di specie vegetali, indicando un profondo cambiamento nella composizione ecosistemica. Le aree più ricche di biodiversità risultano essere quelle a latitudini inferiori e con temperature più elevate. L’espansione degli arbusti, ad esempio, è stata collegata a una riduzione della diversità in alcune zone.
Lo studio sottolinea l’urgenza di ulteriori ricerche per comprendere l’impatto di questi cambiamenti sulla funzionalità degli ecosistemi artici, sugli habitat faunistici e sulla vita delle popolazioni locali. In un Artico che si riscalda, la stabilità apparente della ricchezza vegetale cela trasformazioni ecologiche di grande portata.
