Clima, l’IMO approva la tassa sulle emissioni di CO2 delle navi

La misura impone meno consumo di carburante o pagamento dell’eccedenza: l’accordo punta alle emissioni zero dal trasporto marino entro il 2050

I Paesi aderenti all’Organizzazione Marittima Internazionale dell’ONU (IMO) hanno approvato oggi a Londra un nuovo meccanismo regolatorio che rappresenta di fatto la prima forma di tassazione mondiale sulle emissioni di carbonio imposta nel settore della navigazione. Il meccanismo – ritenuto non sufficientemente ambizioso dagli Stati insulari del Pacifico – prevede che dal 2028 ciascuna nave usi meno carburante inquinante o paghi una tassa sull’eccesso di emissioni. Nel dettaglio, le navi dovranno pagare almeno 100 dollari per ogni tonnellata di CO2 emessa al di sopra della soglia fissata per i target di decarbonizzazione. I fondi raccolti tramite questo sistema serviranno per “premiare” le tecnologie o i combustibili a emissioni zero o quasi zero e per fornire sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo nell’ambito della transizione energetica del settore. Secondo una fonte vicina all’IMO, gli importi sono “approssimativamente stimati tra i 10 e i 15 miliardi di euro all’anno nel 2030”.

Il piano ha raccolto l’approvazione di 63 Stati membri. Circa 16 hanno votato contro e 24 si sono astenuti. Tra gli oppositori ci sono i grandi esportatori di energia, tra cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Le emissioni prodotte dal traffico mondiale navale rappresentano il 3% del totale dell’inquinamento da CO2 del pianeta, secondo alcune stime. Le misure formalizzate oggi mirano a ridurre l’impatto di questo settore sul fronte dei cosiddetti gas serra e sui cambiamenti climatici, sulla base degli impegni assunti al riguardo dalla comunità internazionale.

L’Accordo di Parigi sul clima non prevedeva meccanismi di controllo delle emissioni del trasporto marittimo, per cui questo accordo mirava a portare il settore in linea con gli obiettivi climatici globali, con l’aggiunta dei poteri normativi dell’IMO che possono garantire il raggiungimento degli obiettivi. L’obiettivo è mettere il settore del trasporto marittimo sulla buona strada per raggiungere il livello di emissioni nette zero entro il 2050.

WWF: “misure insufficienti”

I negoziati dell’IMO “hanno portato a obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra, a uno standard globale per i carburanti e a una migliore protezione dell’ambiente marino, ma gli obiettivi a breve termine, il meccanismo di finanziamento e le misure di efficienza energetica sono insufficienti”. Lo afferma il WWF. Secondo l’organizzazione, gli obiettivi e le misure di riduzione delle emissioni concordate a breve e medio termine non danno la certezza di poter garantire il ritmo di azione e di finanziamento necessario per allineare il settore all’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, né di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni concordati dall’IMO. Secondo il WWF, per essere sicuri di raggiungere l’obiettivo dello zero netto entro il 2050, però, i Paesi e l’industria del trasporto marittimo dovranno sfruttare appieno gli incentivi e i segnali contenuti nell’accordo.