Montagne di rifiuti in strada e un fetore nauseabondo avvolgono Cochabamba, in Bolivia, da una decina di giorni. La causa? Il blocco della principale discarica cittadina da parte dei residenti esasperati dalla sua saturazione. L’accumulo di immondizia, tra le 600 e le 800 tonnellate giornaliere, sta facendo temere una grave crisi sanitaria.
L’epidemiologo Rubén Castillo lancia l’allarme: “Potrebbe essere l’inizio” di un’emergenza. I dati sanitari sono già preoccupanti, con un aumento del 7% dei casi di diarrea e un impressionante +55% di epatite A nell’ultima settimana. Le autorità sospettano un nesso diretto con i rifiuti che ormai ingombrano i marciapiedi della città di 600mila abitanti.
All’origine della protesta c’è il sovraffollamento della discarica, con i residenti che ne chiedono la chiusura definitiva. Il portavoce del comune, Juan José Ayaviri, ha promesso una soluzione entro 48 ore, indicando l’utilizzo di un altro sito autorizzato. Tuttavia, ha ammesso il rischio di un crollo della montagna di rifiuti, con conseguente contaminazione dei fiumi e possibile evacuazione dei residenti.
