Oggi, 24 aprile 2025, è stata effettuata una manovra programmata di correzione dell’orbita della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Alle 03:08 ora di Mosca, i motori della navetta cargo russa “Progress MS-30”, attraccata alla Stazione, sono stati attivati per una durata di 639,7 secondi, secondo quanto ha riportato Roscosmos. Questo impulso, con una forza pari a 1,22 metri al secondo, ha permesso di aumentare l’altitudine media dell’orbita della ISS di circa 2,1 km, portandola a quasi 419 km sopra la superficie terrestre.
A cosa serve la correzione dell’orbita?
La correzione dell’orbita è una manovra essenziale per il mantenimento operativo della Stazione Spaziale Internazionale. L’orbita della ISS tende gradualmente ad abbassarsi a causa dell’attrito con gli strati superiori dell’atmosfera terrestre, anche se molto rarefatti a quella quota. Senza interventi regolari, la Stazione perderebbe lentamente quota, mettendo a rischio le missioni a bordo e l’integrità della struttura.
Per questo motivo, le agenzie spaziali responsabili (NASA, Roscosmos, ESA, JAXA e CSA) programmano queste manovre con cadenza di alcune settimane. I motori delle navette cargo, come la Progress russa, vengono utilizzati per “spingere” la Stazione e riportarla ad una quota di circa 420 km.
Cos’è la Stazione Spaziale Internazionale?
La Stazione Spaziale Internazionale è un laboratorio orbitante abitato in modo permanente da oltre vent’anni. È il frutto di una collaborazione internazionale tra le principali agenzie spaziali del mondo e rappresenta uno dei più grandi successi della cooperazione scientifica globale.
L’ISS orbita attorno alla Terra a una velocità di circa 28.000 km/h, completando un giro del pianeta ogni 90 minuti. A bordo, gli astronauti conducono esperimenti in condizioni di microgravità nei campi della medicina, della biologia, della fisica e della scienza dei materiali. La stazione svolge anche un ruolo cruciale nel testare tecnologie per l’esplorazione spaziale futura, come le missioni su Marte.
L’ultima manovra conferma ancora una volta l’efficienza e l’attenzione continua necessaria per garantire il corretto funzionamento di una struttura tanto complessa quanto vitale per il progresso della scienza e dell’esplorazione spaziale.
