I droni capaci di attirare e guidare i fulmini: una svolta nella protezione delle infrastrutture e nell’energia rinnovabile

Il test prevedeva il volo di droni speciali, equipaggiati con una robusta gabbia resistente ai fulmini, fino a circa 300 metri di altezza

La  Nippon Telegraph and Telephone Corporation (NTT) ha annunciato di aver sviluppato e testato con successo il primo sistema al mondo basato su droni in grado di innescare e guidare i fulmini. Tra dicembre 2024 e gennaio 2025, l’azienda ha condotto una serie di esperimenti sul campo nei pressi della città di Hamada, nella prefettura di Shimane, in Giappone. Il test prevedeva il volo di droni speciali, equipaggiati con una robusta gabbia resistente ai fulmini, fino a circa 300 metri di altezza. All’approssimarsi di una nube temporalesca, i ricercatori a terra attivavano un interruttore capace di creare una rapida fluttuazione del campo elettrico, riuscendo così a innescare un fulmine diretto esattamente verso il drone.

La resistenza dei droni all’impatto è stata garantita da una gabbia protettiva che ha offerto una copertura del 98% e ha sopportato correnti fino a 150kA, cinque volte superiori rispetto alla media dei fulmini naturali. Sorprendentemente, anche dopo essere stato colpito, il drone è rimasto stabile in volo, confermando l’efficacia del design.

Una risposta innovativa ai danni da fulmini

Il Giappone subisce ogni anno danni ingenti a causa dei fulmini, stimati tra i 100 e i 200 miliardi di yen, ovvero tra 700 milioni e 1,4 miliardi di dollari. Le difese tradizionali, come i parafulmini fissi, si rivelano spesso insufficienti, soprattutto in aree isolate o difficili da proteggere, come turbine eoliche o spazi all’aperto. Il sistema sviluppato da NTT si presenta come una soluzione rivoluzionaria: grazie alla mobilità e alla precisione dei droni, sarà possibile intercettare i fulmini e deviarli lontano dalle infrastrutture sensibili, aumentando la sicurezza pubblica e riducendo i danni economici.

NTT punta a un obiettivo ambizioso: “prevenire completamente i fulmini su infrastrutture critiche e aree metropolitane”, contribuendo così a proteggere città e impianti strategici.

Fulmini come fonte di energia rinnovabile

Oltre alla protezione delle infrastrutture, NTT guarda ancora più lontano: intende trasformare l’energia dei fulmini indotti in una nuova risorsa rinnovabile. L’azienda ha dichiarato di voler “immagazzinare e utilizzare l’energia dei fulmini artificiali per applicazioni pratiche”, aprendo così prospettive entusiasmanti nel settore delle energie alternative.

In collaborazione con Fujitsu, NTT ha dimostrato come una rete di droni possa monitorare le nubi temporalesche, provocare fulmini e guidarli in sicurezza verso aree designate. Questa tecnologia non solo potrà migliorare la previsione dei luoghi soggetti a fulmini, ma anche offrire nuove informazioni sui complessi processi alla base della loro formazione.

Una nuova era nella ricerca sui fulmini

Il successo degli esperimenti rappresenta un importante passo avanti nella comprensione e nel controllo di uno dei fenomeni naturali più potenti. Attraverso il controllo attivo dei fulmini mediante droni, i ricercatori intendono contribuire al progresso scientifico nello studio dei meccanismi di generazione dei fulmini. Nei piani futuri di NTT vi è l’implementazione di reti di droni in aree urbane e in prossimità di infrastrutture critiche. L’obiettivo è duplice: mitigare i pericoli dei fulmini e sfruttarne in sicurezza l’enorme potenziale energetico.