La Fondazione CIMA ha partecipato alla General Assembly 2025 dell’European Geosciences Union (EGU) tenutasi a Vienna, portando un contributo significativo sul fronte della gestione dei rischi naturali e climatici. L’evento ha rappresentato l’occasione per presentare ricerche e progetti che riflettono un approccio integrato, multidisciplinare e sempre più orientato alla collaborazione con il territorio e i cittadini.
Fondazione CIMA ha illustrato il proprio impegno nella comprensione dei fenomeni complessi attraverso un insieme di strumenti che spaziano dall’osservazione della Terra con dati satellitari alla modellazione fisica dei fenomeni naturali, fino alla comunicazione partecipata del rischio. Le ricerche presentate hanno toccato vari temi: neve, incendi, siccità, biodiversità, early warning, risorse idriche e molto altro, offrendo una visione sistemica e interconnessa delle sfide ambientali attuali.
Tecnologia, arte e cittadinanza attiva
Tra gli aspetti più innovativi c’è l’integrazione tra scienza e linguaggi artistici, con iniziative che mirano a rendere il rischio più comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Inoltre, grazie a progetti come I-CHANGE, la Fondazione ha mostrato il valore della citizen science per il monitoraggio ambientale attraverso strumenti alla portata di tutti, come i MeteoTrackers.
Verso una gestione del rischio più consapevole
Il messaggio chiave lanciato dalla Fondazione CIMA a EGU25 è chiaro: per affrontare la crescente complessità dei rischi naturali e climatici serve una ricerca capace di dialogare con la società, di innovare e di costruire soluzioni condivise. Solo così si potrà migliorare la resilienza dei territori e trasformare la conoscenza scientifica in azione concreta.
