Escalation India-Pakistan dopo attentato in Kashmir: cosa sta succedendo

Il Pakistan convoca il Comitato di sicurezza nazionale per rispondere all'India dopo l'attacco in Kashmir e per le reazioni prese da Nuova Delhi

Escalation tra India e Pakistan dopo l’attentato in Kashmir in cui sono morte 26 persone. Le vittime dell’attacco più mortale contro i civili nella regione himalayana degli ultimi 25 anni sono tutti indiani, tranne un nepalese. L’attacco ha fatto precipitare le relazioni tra i due Paesi, entrambi dotati di armi nucleari, ai peggiori livelli degli ultimi anni. Nuova Delhi ha adottato una serie di misure diplomatiche punitive contro il Paese vicino, accusando Islamabad di sostenere il “terrorismo transfrontaliero”. Ha deciso la chiusura di un confine terrestre chiave con il Pakistan, bloccando un importante trattato di condivisione delle risorse idriche con Islamabad. Il trattato sulle acque dell’Indo, ratificato nel 1960, “sarà sospeso con effetto immediato, fino a quando il Pakistan non rinuncerà in modo credibile e irrevocabile al suo sostegno al terrorismo transfrontaliero”, ha dichiarato ai giornalisti Vikram Misri, alto funzionario del Ministero degli Esteri indiano.

L’India ha inoltre dichiarato l‘addetto militare pakistano in India persona non grata e avviato operazioni di sicurezza su larga scala in Jammu e Kashmir. Islamabad nega l’accusa, affermando di sostenere solo la lotta del Kashmir per l’autodeterminazione.

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Il Pakistan convoca il Comitato di sicurezza

In risposta alle misure di Delhi, il Pakistan ha convocato per domani il Comitato per la sicurezza nazionale, un organismo composto da alti funzionari civili e militari che si riunisce solo in casi estremi, “per rispondere alla dichiarazione del governo indiano“, ha annunciato il vice primo ministro Ishaq Dar, che è anche il capo della diplomazia.

Si teme un’azione militare indiana

Il timore è che l’offensiva diplomatica di Nuova Delhi possa essere solo la prima di una serie di misure che possono sfociare in un’azione militare. Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha promesso che i responsabili di questo “atto atroce” saranno assicurati alla giustizia. “Il loro piano malvagio non avrà mai successo“, ha dichiarato Modi poco dopo l’attacco. “La nostra determinazione a combattere il terrorismo è incrollabile e diventerà ancora più forte“.