Un innovativo studio pubblicato su Science Advances ha aperto nuove possibilità per prevedere gli eventi Niño nell’Oceano Atlantico con un preavviso di 3-4 mesi, offrendo così un potente strumento per proteggere le comunità vulnerabili. Il team di ricerca, guidato dal Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici di Bologna e dall’Università di Bergen, ha sviluppato un modello predittivo avanzato che potrebbe rivoluzionare la gestione dei rischi climatici.
I fenomeni Niño Atlantici, che si verificano soprattutto al largo della costa di Benguela, in Angola, alterano significativamente l’ambiente oceanico e influenzano la variabilità climatica. Questi eventi atmosferici sono tradizionalmente difficili da prevedere con precisione a causa della complessità dei meccanismi che li generano. Fino ad ora, le previsioni erano limitate a un massimo di due mesi di anticipo.
Il nuovo modello si basa su una rete neurale convoluzionale, un tipo di algoritmo di apprendimento profondo, che è stato addestrato su dati storici dal 1900 al 1991 e convalidato utilizzando il dataset Ocean Reanalysis System 5. I risultati hanno dimostrato che il modello è in grado di prevedere con successo gli eventi Niño fino a 4 mesi prima, con una maggiore precisione rispetto agli attuali sistemi di previsione utilizzati dal Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea.
Questa capacità di anticipare gli eventi con largo anticipo rappresenta un’opportunità fondamentale per implementare sistemi di allerta precoce, proteggendo così le comunità locali dagli impatti devastanti di questi fenomeni climatici.
