Un nuovo tentativo verso l’orbita terrestre bassa si conclude con un fallimento per Firefly Aerospace. Il lancio del razzo Alpha, effettuato il 29 aprile dalla Vandenberg Space Force Base in California, si è concluso con la perdita del carico utile, che è precipitato nell’Oceano Pacifico, in una zona sicura a nord dell’Antartide. L’obiettivo della missione, denominata “Message in a Booster”, era quello di trasportare un dimostratore tecnologico sviluppato dal colosso aerospaziale Lockheed Martin. Il razzo, alto 29,6 metri, aveva il compito di posizionare il carico in orbita terrestre bassa (LEO). Tuttavia, una “anomalia” verificatasi poco dopo la separazione dei due stadi ha compromesso l’esito della missione.
Secondo quanto comunicato da Firefly alcune ore dopo il lancio, la causa immediata del fallimento sembra essere stata la perdita dell’estensione dell’ugello del motore Lightning dello stadio superiore. Ciò ha provocato una significativa riduzione della spinta, impedendo al razzo di raggiungere la velocità orbitale. Sebbene sia stato raggiunto un apogeo di circa 320 km, il carico non è mai entrato in orbita.
L’azienda ha dichiarato che “il team sta lavorando a stretto contatto con i nostri clienti e con la FAA (Federal Aviation Administration) per condurre un’indagine e determinare la causa dell’anomalia“. I risultati dell’inchiesta saranno pubblicati in seguito sul sito della missione.
Il carico dimostrativo trasportato dal razzo era stato progettato per mettere in mostra le capacità del satellite LM 400, una piattaforma multi-missione di medie dimensioni realizzata da Lockheed Martin. Questa missione rappresentava la prima di una serie di 25 lanci previsti nei prossimi 5 anni nell’ambito della collaborazione tra Firefly e Lockheed.
Il razzo Alpha, attivo dal 2021 e in grado di trasportare fino a 1.030 chilogrammi in orbita bassa, ha finora effettuato 6 voli, dei quali solo 2 si sono conclusi con pieno successo. Il volo di ieri era anche l’ultimo di una maratona record: 6 lanci in appena 17 ore e mezza, tra il 28 e il 29 aprile, tra cui quelli per megacostellazioni satellitari e per l’Agenzia Spaziale Europea.
