Un team di scienziati dell’Università della California a Berkeley ha rivelato un fenomeno atmosferico sorprendente su Giove: piogge di “granita” formate da acqua e ammoniaca, accompagnate da fulmini. Lo studio, pubblicato su Science Advances, si basa su un sofisticato modello tridimensionale dell’atmosfera gioviana, costruito utilizzando dati della sonda Juno della NASA, del telescopio spaziale Hubble e del radiotelescopio VLA del New Mexico.
Per anni si è pensato che l’atmosfera di Giove fosse relativamente uniforme, ma le nuove osservazioni mostrano invece una drastica carenza di ammoniaca negli strati superiori. Questo squilibrio ha portato gli scienziati a ipotizzare un ciclo atmosferico molto più complesso: durante violente tempeste, potenti correnti ascensionali solleverebbero particelle di ghiaccio fino a 60 km sopra le nuvole. In quelle condizioni estreme, l’ammoniaca presente agisce da “antigelo”, trasformando il ghiaccio in una poltiglia simile alla granita.
Queste particelle miste, crescendo di massa, ricadono poi verso gli strati più profondi, trascinando con sé l’ammoniaca e spiegandone l’assenza in quota. Secondo i ricercatori, questo meccanismo potrebbe verificarsi anche su altri giganti gassosi del Sistema Solare, e persino su pianeti extrasolari.
