Guerra spaziale in vista? Starlink nel mirino di Russia e Cina

Starlink, con la sua vasta rete di satelliti in orbita terrestre bassa, fornisce internet a banda larga ad alta velocità

Un recente rapporto della Secure World Foundation (SWF) mette in luce come la costellazione satellitare Starlink di SpaceX stia diventando un obiettivo primario per Russia e Cina. La ragione principale risiede nel suo utilizzo militare in Ucraina, in seguito all’invasione russa del 2022. Il documento analizza le capacità di 12 nazioni nel disturbare, degradare o distruggere asset spaziali altrui nel corso dell’ultimo anno. Oltre a Stati Uniti, Russia e Cina, il rapporto include India, Australia, Corea del Nord e Corea del Sud, basandosi su informazioni pubbliche raccolte tra febbraio 2024 e febbraio di quest’anno. “Sentiamo fortemente che un dibattito più aperto e pubblico su queste questioni sia urgentemente necessario“, si legge nella prefazione del rapporto. “La nostra società ed economia globale dipendono sempre più dalle capacità spaziali, e un futuro conflitto nello Spazio potrebbe avere ripercussioni negative massicce e a lungo termine che si faranno sentire qui sulla Terra, poiché ogni persona su questo pianeta è un utente di dati spaziali in qualche forma“.

Starlink, con la sua vasta rete di satelliti in orbita terrestre bassa, fornisce internet a banda larga ad alta velocità. In Ucraina, ha rappresentato una risorsa cruciale per mantenere la connettività internet dopo l’interruzione dei servizi locali a seguito dell’invasione russa. Il sistema ha inoltre garantito comunicazioni sicure per l’esercito e il governo ucraino. Tuttavia, a partire da maggio 2024, si sono verificate interruzioni nelle connessioni Starlink, attribuite dai funzionari militari ucraini ai “test di diversi meccanismi” da parte dei sistemi di guerra elettronica russi, che sembrerebbero impiegare tecnologie nuove e più avanzate.

Il rapporto SWF cita documenti militari statunitensi trapelati che suggeriscono l’utilizzo di un sistema russo chiamato Tobol – originariamente progettato per proteggere i satelliti russi dal jamming – per disturbare i segnali satellitari commerciali di Starlink sul territorio ucraino. Questi documenti indicherebbero che la Russia avrebbe utilizzato almeno 3 installazioni Tobol nel tentativo di interrompere i segnali di Starlink nell’Ucraina orientale.

Mosca starebbe inoltre sviluppando un sistema più recente e sofisticato chiamato Kalinka, destinato a rilevare e interrompere i segnali da e verso i satelliti Starlink per interferire con i droni e le comunicazioni militari ucraine. Andrei Bezrukov, responsabile dello sviluppo di Kalinka, ha dichiarato ai media statali che il cosiddetto “killer di Starlink” potrebbe anche rilevare terminali di comunicazione connessi a Starshield, la versione militare di Starlink progettata con funzionalità di sicurezza avanzate.

Ulteriori segnalazioni hanno rivelato che la Russia avrebbe disturbato i segnali GPS in 4 Paesi europei: Francia, Paesi Bassi, Svezia e Lussemburgo. Ci sono stati anche resoconti di interruzioni dei canali televisivi per bambini in questi Paesi per trasmettere immagini della guerra in Ucraina. Il Comitato per i regolamenti radio dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni ha affermato che l’interferenza proveniva probabilmente da stazioni situate a Mosca, Kaliningrad e Pavlovka. “A partire da febbraio 2025, il servizio Starlink sembra essere stato notevolmente resistente a ulteriori attacchi informatici“, sottolinea il rapporto.

Secondo il rapporto SWF, anche la Cina sta investendo in capacità simili in previsione di potenziali futuri conflitti armati con gli Stati Uniti.

Nel luglio dello scorso anno, ricercatori della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione hanno proposto sottomarini dotati di laser con alberi retrattili che potrebbero emergere per colpire i satelliti Starlink o altri sistemi di sorveglianza spaziale. Tuttavia, i ricercatori hanno riconosciuto che le limitate capacità di rilevamento dei sottomarini richiederebbero forze esterne per fornire indicazioni sulla posizione dei satelliti per un targeting accurato. Nel frattempo, la Space Force statunitense sta testando nuovi disturbatori satellitari chiamati Remote Modular Terminals, progettati per operare da remoto e fornire capacità di guerra elettronica, evidenzia il rapporto.

Tutti stanno facendo jamming“, ha dichiarato a Breaking Defense Victoria Samson, direttore dell’ufficio di Washington della Secure World Foundation, tra gli autori del report.

Il rapporto conclude osservando che, finora, nelle attuali operazioni militari vengono attivamente utilizzate solo capacità non distruttive contro i satelliti.