Italia alla conquista di Marte: sonda “Made in Italy” pronta alla sfida

"L'Italia a livello mondiale è ottima nella progettazione, nella realizzazione e messa in orbita dei satelliti"

Una missione ambiziosa e interamente italiana punta a esplorare il Pianeta Rosso. Il progetto “Small mission to MarS” vedrà la luce grazie alla sinergia di 3 distretti aerospaziali nazionali: il Dass (Distretto Aerospaziale della Sardegna), quello della Campania e quello dell’Emilia-Romagna, insieme ai loro partner industriali e scientifici. L’obiettivo è la progettazione e la realizzazione di una sonda destinata alla superficie di Marte, trasportando con sé specifici strumenti scientifici e tecnologici.

A illustrare i dettagli di questa entusiasmante iniziativa è Giacomo Cao, ingegnere e professore ordinario dell’Università di Cagliari, a capo del Distretto aerospaziale della Sardegna e del Crs4. In un’intervista rilasciata al giornale online Beemagazine, Cao ha sottolineato l’eccellenza italiana nel settore aerospaziale: “L’Italia a livello mondiale è ottima nella progettazione, nella realizzazione e messa in orbita dei satelliti“.

Il piano di volo prevede un lancio con il vettore Vega in direzione di Marte. Una volta raggiunta l’atmosfera marziana, la missione si articolerà in diverse fasi. “All’arrivo in atmosfera marziana viene rilasciato un satellite intorno a una delle lune del Pianeta Rosso che si chiama Phobos, mentre su Marte verranno inviati 3 payload” ha spiegato Cao.

L’atterraggio sulla superficie marziana rappresenta una delle fasi più critiche, affidata a un sistema di paracadute sviluppato dalla ALI. I 3 payload a bordo avranno compiti specifici e innovativi. Uno sarà un rilevatore di polveri per analizzare il suolo marziano, fornendo dati cruciali sulla sua composizione. Un altro payload ospiterà un drone atmosferico, destinato a sorvolare l’atmosfera marziana e raccogliere informazioni dettagliate sulla superficie a bassa quota.

Il terzo payload si concentrerà su una sfida pionieristica: dimostrare la possibilità di utilizzare le risorse locali marziane per la costruzione di strutture. “Il terzo payload avrà l’obiettivo di dimostrare che esiste la possibilità di formare elementi strutturali, dei mattoncini, per realizzare delle strutture utilizzando la materia prima marziana” ha affermato Cao. Questo processo, brevettato nell’ambito di un progetto coordinato dallo stesso Cao per l’Agenzia Spaziale Italiana e ora di proprietà del Dass, apre scenari futuri per l’esplorazione umana di lungo termine su Marte.

Il progetto “Small mission to MarS“, con un costo complessivo stimato di 300 milioni di euro, ha ricevuto un importante sostegno dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica attraverso il finanziamento del progetto “Space manufacturing in situ”.