Maltempo Piemonte, inizia il grande diluvio: primi disagi nelle valli torinesi | LIVE

Accanto alle piogge abbondanti, il Piemonte dovrà fare i conti anche con un importante carico nevoso che interesserà le alte valli alpine, soprattutto al di sopra dei 2.500 metri

Già nelle prime ore di questa nuova fase perturbata si stanno registrando effetti significativi a livello locale in Piemonte. In particolare, nella bassa Val Ceronda, a nord di Torino, si sono verificati intensi nubifragi a carattere semi-stazionario con forti fenomeni temporaleschi. A Varisella, una delle località più colpite, sono stati registrati, secondo i dati di Arpa Piemonte, circa 60mm di pioggia in appena un’ora e oltre 100mm nelle ultime tre ore. Dall’inizio dell’evento, il totale pluviometrico ha raggiunto i 161mm: un valore che, al momento, rappresenta il massimo riscontrato sull’intero territorio piemontese.

Questi dati testimoniano non solo l’intensità della perturbazione, ma anche la sua pericolosità in termini di allagamenti localizzati, smottamenti e criticità lungo i corsi d’acqua minori, che potrebbero reagire rapidamente all’accumulo d’acqua.

Maltempo Piemonte Varisella

Sono in corso forti piogge in tutta l’area, con 85mm a Lanzo Torinese, e la prima conseguenza è un improvviso ingrossamento dello Stura di Viù:

Accanto alle piogge abbondanti, il Piemonte dovrà fare i conti anche con un importante carico nevoso che interesserà le alte valli alpine, soprattutto al di sopra dei 2.500 metri. Le aree più esposte ai flussi di Scirocco — caldi e molto umidi — saranno quelle del settore occidentale e settentrionale della regione, in particolare le Alpi Graie e le Pennine. Le valli del Gran Paradiso e del Monte Rosa sembrano destinate a ricevere gli accumuli più ingenti, con quantitativi di neve fresca che, in meno di 48 ore, potrebbero superare i due metri.

La quota neve inizialmente sarà piuttosto elevata, oscillando tra i 1.700 e i 2.300 metri a seconda dell’esposizione, ma si prevede un abbassamento già nel corso di giovedì, grazie all’ingresso di aria più fresca da Ovest. Questo calo termico potrebbe riportare la neve fino a 1.2001.500 metri, in concomitanza con precipitazioni ancora molto attive, aumentando il carico complessivo sugli strati nevosi preesistenti.

Il rapido accumulo di neve fresca, su un substrato che in alcune zone potrebbe essere instabile o già saturo d’acqua, porterà con alta probabilità a un innalzamento del pericolo valanghe fino al livello massimo (5 – molto forte), soprattutto a partire da giovedì 17.

Intanto, questa sera sono in corso i primi forti temporali.

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