Il Piemonte sta affrontando una fase meteorologica particolarmente severa, segnata da un’intensa e persistente ondata di maltempo che sta causando diffuse criticità in diverse aree del territorio. Le precipitazioni, caratterizzate da intensità elevata e localizzazione prolungata, hanno già provocato danni, allagamenti ed esondazioni, con una situazione in costante evoluzione che sta impegnando duramente le autorità locali e i soccorritori.
Linee temporalesche autorigeneranti e piogge estreme tra Monferrato e Biellese
Un sistema temporalesco autorigenerante, con caratteristiche semi-stazionarie, ha interessato per ore vaste aree del Piemonte settentrionale, in particolare tra il Monferrato e la provincia di Biella. In quest’ultima, la persistenza delle piogge ha già prodotto effetti significativi: il livello del torrente Cervo è salito rapidamente, destando crescente preoccupazione tra i residenti e le autorità.

Nel capoluogo Biella si segnalano diversi allagamenti, mentre nella località di Oropa le rilevazioni pluviometriche indicano un accumulo di 162 mm in 24 ore, con un picco impressionante di oltre 50 mm tra le 15:00 e le 18:00 di oggi. Si tratta di quantitativi estremi che mettono sotto pressione il territorio e aumentano il rischio di frane e smottamenti.
Situazione critica anche nel Torinese, Novarese e Vercellese
Le forti piogge hanno investito anche il Torinese. A Pinerolo, il torrente Lemina ha raggiunto livelli prossimi alla tracimazione, dopo le abbondanti precipitazioni delle ultime ore. Le autorità locali sono in stato di allerta e stanno monitorando costantemente i livelli idrometrici.
Nel Novarese, il fiume Sesia ha già esondato nelle zone golenali tra Landiona e Recetto, mentre nella zona di Borgosesia (VC) ha superato la soglia di guardia e si avvicina rapidamente a quella di pericolo, secondo quanto comunicato da Arpa Piemonte. A monte, le piogge risultano particolarmente abbondanti, con accumuli che superano i 200 mm nelle ultime 24 ore.
Frane, evacuazioni e interventi dei Vigili del Fuoco nel Verbano
Situazione delicata anche nel Verbano, dove i Vigili del Fuoco sono impegnati da ore in operazioni di emergenza per far fronte a allagamenti, smottamenti e danni d’acqua. Le zone più colpite risultano Villadossola e Beura Cardezza, dove due frane hanno reso necessario l’allontanamento precauzionale di 30 persone da abitazioni situate in prossimità delle aree instabili.
Le condizioni meteorologiche attuali, unite alla vulnerabilità geologica delle Alpi occidentali, stanno rendendo particolarmente complessa la gestione delle emergenze. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore alla Protezione Civile, Marco Gabusi, hanno confermato l’apertura della Sala operativa regionale, attiva già dal pomeriggio per il coordinamento degli interventi e il monitoraggio dell’evoluzione.
Parallelamente, il prefetto di Torino ha disposto la convocazione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), segno della crescente attenzione istituzionale verso una situazione che potrebbe ulteriormente aggravarsi.
Le previsioni: 36 ore critiche e rischio idraulico in aumento
Secondo le previsioni fornite da Arpa Piemonte, le precipitazioni continueranno ad essere intense e diffuse anche nelle prossime 36 ore, con un impatto diretto sui livelli idrometrici di fiumi e torrenti. Si prevede un ulteriore innalzamento dei principali corsi d’acqua, sia del reticolo secondario che dei fiumi più rilevanti.
Particolarmente attenzionati sono gli affluenti del Po, tra cui Orco, Stura di Lanzo e Dora Riparia, i cui apporti idrici contribuiranno a un significativo aumento del livello del Po nel tratto a valle di Torino. In particolare, le sezioni di San Sebastiano e Crescentino sono indicate tra quelle che raggiungeranno la soglia di criticità elevata.
Nel Piemonte meridionale, il maltempo interessa soprattutto il bacino del Tanaro, per il quale è previsto il raggiungimento della soglia di criticità moderata nella giornata di domani.
Rischio frane e colate detritiche sulle Alpi occidentali
Accanto all’emergenza idraulica, non va trascurato il rischio idrogeologico: nelle aree alpine comprese tra le Alpi Cozie e le Lepontine, l’accumulo pluviometrico e la saturazione dei suoli rendono probabile l’innesco di frane superficiali e colate detritiche. I comuni montani sono invitati a mantenere alto il livello di vigilanza, specialmente nelle zone già note per fragilità geologica.
La situazione resta in evoluzione
L’ondata di maltempo che sta colpendo il Piemonte rappresenta una delle più complesse gestioni del rischio degli ultimi mesi. La combinazione tra piogge eccezionali, reticoli idrografici già in sofferenza, e un territorio fragile richiede una risposta coordinata e tempestiva da parte delle istituzioni e un atteggiamento prudente da parte della popolazione.
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