Se marzo non è stato del tutto “pazzo”, ha comunque portato un beneficio significativo alle riserve d’acqua della Sicilia. Le piogge registrate tra la fine di febbraio e la fine di marzo hanno contribuito ad accumulare circa 6 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi dell’isola, come rilevato dall’Autorità di Bacino della Regione Siciliana.
I numeri del recupero idrico
A fine febbraio, il volume totale di acqua disponibile nelle 12 dighe siciliane destinate all’uso potabile era di 99.040.133 metri cubi. Un mese dopo, il 28 marzo, questo valore è salito a 104.950.750 metri cubi, segnando un incremento di quasi 6 milioni di metri cubi.
Tra le dighe che hanno registrato gli aumenti più significativi spiccano:
- Ancipa (Enel): da 23.553.729 a 24.196.140 metri cubi (+642.411);
- Fanaco: da 2.838.056 a 3.755.488 metri cubi (+917.432);
- Piana degli Albanesi (Enel): da 6.796.355 a 7.575.990 metri cubi (+779.635);
- Ragoleto: da 4.504.683 a 5.234.420 metri cubi (+729.737).
Altre dighe come Castello, Garcia, Poma e Prizzi hanno visto aumenti più contenuti, ma comunque significativi.
Unica eccezione è la diga Scanzano, che ha invece registrato un calo: da 5.688.978 a 5.525.448 metri cubi, segnando un decremento di circa 163.530 metri cubi.
