Con la morte di Papa Francesco si apre ufficialmente la Sede Vacante, il periodo di transizione tra la fine di un pontificato e l’elezione del nuovo Vescovo di Roma. Le prossime settimane saranno scandite da un fitto calendario liturgico e istituzionale, profondamente regolamentato da norme precise che coniugano tradizione, spiritualità e rigore canonico.
Le esequie secondo il nuovo rito
Il rito funebre per un Papa in carica, rivisitato da Francesco stesso nel 2024, si svolgerà seguendo la nuova edizione dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, aggiornato rispetto a quello utilizzato per Giovanni Paolo II nel 2005 e per Benedetto XVI nel 2023. Tra le principali innovazioni introdotte da Bergoglio, emerge la volontà di restituire centralità alla figura del pastore, spogliandola dei simboli di potere temporale.
La constatazione della morte avviene non più nella stanza del Pontefice, ma nella cappella. La salma viene immediatamente deposta in una bara di legno con un rivestimento interno in zinco, eliminando la tradizionale tripla bara (cipresso, piombo e rovere). Il corpo sarà esposto nella Basilica di San Pietro già nella bara aperta, senza cataletto, né pastorale papale accanto.
Come da volontà del Pontefice, la sua tomba non sarà nelle Grotte Vaticane, ma presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, luogo a lui caro per la profonda devozione alla Salus Populi Romani, l’icona mariana dei romani.
Il periodo dei “novendiali”
Dopo i funerali, avranno inizio i novendiali, ovvero nove giorni consecutivi di messe in suffragio del defunto Pontefice. Si tratta di un ciclo liturgico solenne che coinvolge tutto il Collegio cardinalizio, durante il quale si prega per l’anima del Papa e si chiede l’intercessione divina per la scelta del nuovo Successore di Pietro.
Il Conclave: tempi e modalità
La fase successiva riguarda l’organizzazione del Conclave per l’elezione del nuovo Papa. Secondo quanto stabilito nel Motu Proprio “Normas Nonnullas” di Benedetto XVI e nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II, devono trascorrere almeno 15 giorni dalla morte del Pontefice prima di iniziare il Conclave, anche se il Collegio dei Cardinali ha la facoltà di anticipare o ritardare l’inizio in presenza di motivi gravi. In ogni caso, l’elezione deve iniziare entro e non oltre 20 giorni.
Durante il Conclave, la Cappella Sistina e la Domus Santa Marta saranno sigillate e isolate dal mondo esterno. Ai cardinali elettori è richiesto un giuramento solenne di mantenere il segreto assoluto su tutto ciò che riguarda l’elezione.
Il giorno dell’inizio, tutti i cardinali parteciperanno alla Messa Pro Eligendo Papa nella Basilica di San Pietro. Nel pomeriggio, in abito corale, entreranno in processione nella Cappella Sistina, dove inizieranno le votazioni.
Il metodo di elezione
A essere ammessa è solo la forma per scrutinium – cioè per votazione segreta. Perché l’elezione sia valida, l’eletto deve ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali presenti. Aboliti definitivamente i metodi di elezione per acclamazione o compromesso.
Una volta raggiunto il quorum, il cardinale Decano o, in sua assenza, il più anziano tra i presenti, si rivolge all’eletto con la fatidica domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”. In caso di risposta affermativa, segue la scelta del nome pontificale e la stesura del verbale ufficiale da parte del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche.
Il futuro
Con la morte di Papa Francesco si chiude un’epoca segnata da aperture, semplificazioni liturgiche e riforme, ma anche da contrasti e sfide interne alla Chiesa. Il mondo intero guarda ora alla Cappella Sistina, dove si svolgerà il Conclave da cui emergerà il 267° successore di Pietro. Un momento di preghiera, attesa e discernimento che segnerà il futuro del cattolicesimo globale.
Nel frattempo, la Chiesa prega e il mondo osserva. Habemus Papam è ancora lontano, ma si fa sempre più vicino.
