Un trattamento innovativo a base di cellule immunitarie modificate, chiamato Car-Cik, si è dimostrato sicuro ed efficace nel migliorare la sopravvivenza di pazienti con leucemia linfoblastica acuta di tipo B recidivata dopo un trapianto di cellule staminali. Lo rivela uno studio clinico condotto dalla Fondazione Tettamanti e dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, recentemente pubblicato su Blood Cancer Journal.
La terapia prevede il prelievo di linfociti T da un donatore compatibile, che vengono poi modificati geneticamente affinché possano riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Secondo Alessandro Rambaldi, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’ospedale bergamasco, il trapianto di cellule staminali resta una strategia fondamentale, ma il 20-40% dei pazienti va incontro a recidiva.
Nella sperimentazione clinica, che ha coinvolto 36 pazienti, il trattamento con Car-Cik è stato ben tollerato e non ha causato reazioni avverse gravi, come la malattia del trapianto contro l’ospite. I risultati sono promettenti: l’83% dei pazienti ha ottenuto una remissione della malattia e, dopo un anno, il 57% era ancora in vita, con un terzo dei pazienti senza segni di ricaduta.
Lo studio, come sottolinea Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti, rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro le leucemie aggressive, offrendo una nuova prospettiva terapeutica per adulti e bambini.
