Oceani in ebollizione: il riscaldamento globale triplica le ondate di calore marine

Non si tratta solo di una maggiore frequenza, ma anche di intensità

Il riscaldamento globale sta trasformando gli oceani del pianeta in veri e propri “brodi bollenti”, con gravi conseguenze per gli ecosistemi marini e le popolazioni costiere. Secondo uno studio dell’Università delle Isole Baleari pubblicato su PNAS, i giorni all’anno con ondate di calore estreme sulla superficie oceanica sono triplicati dal 1940 a oggi, passando da 15 a circa 50, con picchi fino a 80 giorni in aree come l’Oceano Indiano e il Pacifico occidentale.

Non si tratta solo di una maggiore frequenza, ma anche di intensità: la temperatura media delle ondate di calore è aumentata di 1°C, con punte di +5°C nel Mediterraneo.  Gli effetti sono devastanti: barriere coralline e foreste di alghe muoiono, le praterie di fanerogame marine si degradano, e l’energia termica in eccesso alimenta tempeste violente. L’alluvione catastrofica in Libia del 2023, che ha causato 11mila vittime, è stata aggravata proprio da queste condizioni, secondo lo studio.