Saranno 135 i cardinali elettori chiamati ad eleggere il successore di Papa Francesco, morto alle 7:35 di oggi. Provengono da tutti i continenti e rappresentano la Chiesa nella sua universalità. Per il Conclave, i cardinali si ritirano nella Cappella Sistina, che viene sigillata per garantire la segretezza del voto. Non possono avere contatti con l’esterno. Le votazioni seguono un rituale preciso. I cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice.
Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati. Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l’elezione non è ancora avvenuta. Quando viene eletto il nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, producendo una fumata bianca.
Dopo l’elezione, il cardinale Protodiacono annuncia al mondo dalla loggia di San Pietro la famosa frase “Habemus Papam”, seguita dal nome del nuovo Pontefice. Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia e impartisce la benedizione “Urbi et Orbi”.
