Dalla preistoria umana a quella spaziale, Lucy incontra Donaldjohanson

La sonda Lucy della NASA sorvola l’asteroide Donaldjohanson, un nuovo passo verso i misteriosi Troiani di Giove

Un altro passo avanti nel lungo viaggio della sonda Lucy: lo scorso 20 aprile, la missione della NASA ha compiuto con successo il suo secondo sorvolo ravvicinato di un asteroide, offrendo immagini e dati preziosi destinati a far luce sulle origini del nostro Sistema Solare. L’oggetto celeste in questione è l’asteroide (52246) Donaldjohanson, largo circa 5 km e situato nella fascia principale tra Marte e Giove.

La sonda ha sorvolato l’asteroide a una distanza di soli 960 km. Per proteggere i suoi strumenti sensibili dalla luce solare intensa, Lucy ha dovuto interrompere il tracciamento dell’asteroide 40 secondi prima del massimo avvicinamento. Subito dopo, ha riattivato i contatti con la Terra, confermando il buono stato di salute del veicolo spaziale.

Un asteroide giovane

Donaldjohanson, chiamato così in onore del paleoantropologo che scoprì il celebre fossile Lucy, è un corpo celeste piuttosto giovane, probabilmente frantumato da un oggetto più grande circa 150 milioni di anni fa. Ricco di carbonio e dalla forma allungata, ruota su se stesso ogni 251 ore. Gli astronomi hanno notato un ciclo di variazione di luminosità di circa 10 giorni, ulteriore indizio della sua forma irregolare.

Questo flyby non è stato solo un test tecnico, ma anche una vera e propria anteprima scientifica.

Credit NASA/Goddard/SwRI/Johns Hopkins APL

La vera missione: gli asteroidi troiani

Il cuore della missione è ancora all’orizzonte. Lucy è destinata a visitare, nei prossimi 8 anni, 8 asteroidi troiani, antichi corpi celesti che condividono l’orbita di Giove in due gruppi distinti, uno che lo precede e uno che lo segue. Considerati “fossili” della formazione del Sistema Solare, nessuno di questi oggetti è mai stato esplorato da vicino.

Il primo appuntamento è previsto per il 12 agosto 2027 con Eurybates e il suo satellite Queta, seguito a settembre da Polymele e il suo compagno. La missione proseguirà fino al 2033, completando 6 orbite solari e sorvolando oggetti remoti e misteriosi.

Un’eredità tra le stelle

Lucy, lanciata nel 2021, prende il nome dal fossile di Australopithecus afarensis scoperto nel 1974 in Etiopia e battezzato con il celebre brano dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds. In un curioso intreccio culturale, l’asteroide Dinkinesh (nome etiope del fossile) è stato il primo target della sonda e si è rivelato avere una piccola luna, poi chiamata Selam.

La missione, pensata per durare decenni, lascerà anche un’impronta simbolica: la sonda contiene una “capsula del tempo” con messaggi da Albert Einstein, Martin Luther King Jr., Carl Sagan e i Beatles. Anche quando Lucy non sarà più operativa, continuerà a viaggiare tra l’orbita terrestre e quella di Giove per milioni di anni, portando con sé un pezzo della nostra civiltà.