Un nuovo capitolo nella storia dell’edilizia si apre a Brownsville, Texas, dove è stato inaugurato il primo Starbucks stampato in 3D negli Stati Uniti. Il punto vendita, privo di posti a sedere e accessibile solo tramite drive-through o ritiro degli ordini, segna un’importante svolta nell’applicazione commerciale di questa tecnologia. Realizzato dalla tedesca Peri 3D Construction con la stampante Cobod BOD2, il locale di circa 130 metri quadrati è stato costruito strato dopo strato con un materiale simile al cemento. Il risultato è una struttura compatta, con pareti scanalate che tradiscono l’origine digitale del processo costruttivo.
Fino a oggi, la stampa 3D era stata utilizzata prevalentemente nell’edilizia residenziale, in risposta alla crisi degli alloggi a basso costo. Starbucks, con oltre 17mila punti vendita negli USA, è tra i primi grandi marchi a sperimentare questa tecnologia in ambito commerciale. I vantaggi? Riduzione della manodopera, tempi di costruzione più rapidi e potenziali risparmi economici.
La scelta di Brownsville, città in crescita al confine con il Messico, potrebbe rappresentare un banco di prova per future applicazioni. Con oltre 50 stampanti BOD2 già in uso nel mondo, la stampa 3D si prepara a cambiare volto al modo in cui costruiamo.
