Dati satellitari allarmanti rivelano che dall’inizio dell’anno circa 100 incendi boschivi hanno devastato il Regno Unito, segnando uno degli inizi d’anno più critici mai registrati. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), ben 111 roghi hanno incenerito quasi 24.500 ettari in tutto il Paese a partire dal 1° gennaio. Questi numeri superano significativamente la media stagionale e i dati dello stesso periodo del 2024. Solo il 2019 ha visto una maggiore superficie bruciata, mentre il 2022 ha registrato un numero superiore di incendi. Tuttavia, il National Fire Chiefs’ Council (NFCC) segnala cifre ancora più preoccupanti, con 380 incendi boschivi registrati in Inghilterra e Galles quest’anno, più del doppio rispetto al 2022. La discrepanza si spiega con i diversi metodi di rilevamento: EFFIS si basa su satelliti e monitora incendi di almeno 30 ettari, mentre l’NFCC considera roghi da un ettaro in su.
Un marzo particolarmente secco, seguito da temperature anomale in aprile, ha innescato questa escalation, come evidenziato dall’NFCC. Il servizio Copernicus ha confermato un marzo “più secco della media” per Regno Unito e Irlanda, in un contesto europeo di temperature record. Il Met Office attribuisce gli incendi alle condizioni secche e ventose che hanno seguito un inverno umido, favorendo la crescita di vegetazione secca, facile preda delle fiamme. La scorsa settimana, l’Irlanda del Nord ha fronteggiato decine di incendi, con conseguenti evacuazioni di residenti.
