La Russia inizierà a esportare gas naturale in Iran entro la fine del 2025, segnando un cambiamento significativo negli equilibri energetici della regione. L’annuncio arriva dal ministro dell’Energia russo Sergei Tsivilev, dopo colloqui bilaterali con funzionari iraniani. Le forniture iniziali ammonteranno a 1,8 miliardi di metri cubi, ma l’intesa prevede un potenziale incremento fino a 55 miliardi di metri cubi annui, utilizzando infrastrutture esistenti e transitando attraverso l’Azerbaigian.
Attualmente, le aziende energetiche di entrambi i Paesi stanno negoziando il prezzo, con il governo russo che si mantiene formalmente fuori dalle trattative commerciali. Il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, ha auspicato una rapida finalizzazione dell’accordo.
La collaborazione energetica si inserisce in un quadro più ampio: un partenariato strategico ventennale firmato questo mese, che coinvolge anche settori come la difesa e l’energia nucleare. La convergenza tra Mosca e Teheran si rafforza in risposta alle sanzioni occidentali, che hanno limitato l’accesso ai mercati globali. Paradossalmente, nonostante le sue enormi riserve, l’Iran rischia di divenire importatore netto di gas, a causa della carenza di investimenti e della gestione interna inefficiente.
