“Mi scrive un nostro lettore, bravo e coraggioso professore di fisica di un istituto superiore di Tolentino (comune del maceratese), lamentando l’indottrinamento coatto sulla questione climatica subito da centinaia di studenti, ai quali è negato l’ascolto di autorevoli punti di vista difformi da quell’indottrinamento“: sono le parole del prof. Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena, tra i massimi esperti in Italia di questioni climatiche e ambientali, che su La Verità ha raccontato cosa accaduto durante una conferenza rivolta alle scuole. “Sponsorizzata da un paio di operose aziende locali, presumibilmente ignare della partigianeria dell’evento, viene organizzata da Legambiente una conferenza rivolta alle scuole, superiori e medie, della città. Il relatore invitato è Luca Mercalli, sedicente climatologo, ma con nulla più che un master in Geografia. Visto cotanto curriculum, il professore di fisica della scuola propone agli organizzatori dell’evento che gli si affianchi come relatore un vero e riconosciuto esperto: per esempio, Nicola Scafetta, fisico laureato all’università di Pisa e con dottorato americano. La proposta viene respinta. Trovo sgradevole che gli studenti siano esposti, a scuola, all’indottrinamento politico, tanto più se esso deve contorcere i fatti della scienza. Perché, diciamola tutta, la questione climatica è diventata una questione politica, visti gli interessi economici e finanziari viziosi che l’hanno elevata – ai limiti di un procurato allarme da codice penale – ad emergenza esistenziale“.
“Preso a cuore il caso del collega, ascolto la relazione di Mercalli“, racconta Battaglia. “Le verità sono dette a metà e, come tutti sappiamo, le mezze verità sono più insidiose delle bugie. Nel seguito, quelle virgolettate sono parole dello showman. Comincia col lamentarsi che sul pianeta saremmo troppi, ma non è chiaro se tra gli indesiderabili sovrannumerari Mercalli ponga o no sé stesso. Per essere sostenibili, dice, dovremmo azzerare l’uso dei combustibili fossili, responsabile del clima che cambia e che ci ucciderebbe. Esibisce poi agli studenti una figura col livello di CO₂ atmosferica-che oscilla fra 180 ppm e 300 ppm (parti per milione) – nel corso degli ultimi 800.000 anni, durante i quali si sono alternati periodi glaciali e periodi caldi. Dice che “la Terra tendeva a raffreddarsi quando c’era poca CO₂”, facendo credere agli studenti che i periodi caldi furono una conseguenza dell’aumentata CO₂, mentre fu l’esatto opposto: prima aumentava la temperatura e poi, con gli oceani più caldi, la CO₂ di sciolta in essi passava in atmosfera. Lo sfasamento tra aumento di temperatura (causa) ed aumento di CO₂ (effetto) è ben noto in letteratura, ma Mercalli esibisce una figura con le sole variazioni di CO₂, senza riportare quella delle variazioni di temperatura e cosi agli studenti viene raccontata una versione parziale. Il Nostro continua mostrando l’aumento di temperatura del pianeta dal 1850 a oggi. Siccome da allora è aumentata anche la CO₂ atmosferica a causa dell’uso antropico dei combustibili fossili, si induce gli studenti ad avere conferma di quanto detto prima: la CO₂ è la causa del riscaldamento. Ma è un’altra verità detta a metà: se Mercalli avesse mostrato il clima del pianeta non dal 1850 ma dal 1600, tutti avrebbero potuto vedere che l’attuale riscaldamento cominciava nel 1690, circostanza che lascia inspiegato quello dal 1690 fino al 1850. Peraltro, Mercalli spazza sotto il tappeto il fatto – evidente dalla figura che egli stesso mostra – che i decenni 1940-80, furono anni di rinfrescamento globale a dispetto del boom di emissioni che li caratterizzò“.
Battaglia riporta poi: “L’allarme continua: “In Italia muoiono per colpo di calore tra 15.000 e 18.000 persone l’anno”. Ammesso e non concesso che la cosa sia vera, Mercalli vorrebbe veicolare il messaggio che se l’umanità non avesse usato i combustibili fossili non ci sarebbero stati questi decessi. Ma poco prima aveva detto che l’uso dei combustibili fossili avrebbe fatto aumentare la temperatura di appena 1 grado in 200 anni: non si capisce come con 1 grado di meno non ci sarebbero stati colpi di calore. Ed infatti non è così: per esempio, il periodo col più elevato indice di onde di calore registrato in America fu il decennio 1930-40. Dirò di più: è proprio l’uso dei combustibili fossili che diminuisce il rischio di colpi di calore, perché grazie a quell’uso possiamo produrre l’energia elettrica che, nei giorni di elevata calura, serve a climatizzare gli ambienti e, di conseguenza, a ridurre le persone esposte a quella calura. W i combustibili fossili, direi piuttosto“.
“Siamo ancora ad appena un quarto della conferenza e ad un quarto della trasmissione di eco-ansia ad adolescenti ignari e innocenti. Ai quali, per limitare le emissioni, Mercalli – senza essere medico e men che meno nutrizionista – suggerisce di “mangiare la bistecca di manzo solo una volta la mese”. E suggerisce anche di non prendere l’aereo. Al sedicente scienziato non sovviene che l’aereo che egli non prende parte lo stesso, con o senza di lui“, afferma Battaglia. “Si fa Mercalli scrupoli di trasmettere eco-ansia? Neanche per sogno: “L’eco-ansia è un sentimento positivo”, sostiene. Anzi, afferma di averla da 40 anni e di averla vinta (o, comunque, combattuta) “installando pannelli fotovoltaici a casa sua”. Il che ci porta alla vera ragione della conferenza: i cittadini di Tolentino devono essere indottrinati per far loro digerire una delle tante fregature di cui si può essere vittime in Italia, paragonabile a quella del Superbonus 110%: la costituzione delle comunità energetiche. In combutta col Comune, a Tolentino ne promuove una Legambiente (da sempre il braccio armato ambientalista del Pd), il che spiega perché hanno invitato Mercalli e hanno rifiutato contraddittori“.
“Il professore di fisica mi dice che organizzerà un’altra conferenza con più qualificato relatore, chiedendo alla scuola di promuovere la partecipazione degli studenti: staremo a vede re se almeno la scuola farà prevalere la scienza agli intrallazzi politici“, conclude Battaglia.
